Il ritrovamento di un migliaio di ecoballe nello stabilimento della ex M.I.M., nell’area industriale di Atella, deve farci riflettere. L’area è stata sottoposta a sequestro a seguito dell’intervento dei Carabinieri forestali. Quanto accaduto getta ombre inquietanti su un probabile traffico di rifiuti che ha indotto la Procura di Potenza ad aprire un fascicolo. L’ex M.I.M. è un “santuario” dello spreco post terremoto del 1980, quando fiumi di danaro giunsero anche in Basilicata per vanificarsi in opere ed investimenti inutili.

Dopo il sequestro delle migliaia di ecoballe nella Valle di Vitalba, è legittimo porsi una serie di domande. Come mai solo adesso è stato scoperto quest’altro scempio? Possibile che nell’area industriale della Valle di Vitalba nessuno si sia mai reso conto di cosa stesse accadendo per far scattare controlli degni di questo nome? Non vorremmo nel futuro prossimo ritrovarci con altre emergenze ambientali e bombe ecologiche da disinnescare, sempre negli stessi territori, per mancati controlli ed una criminale tolleranza che spesso si tende ad avere per accidia ed omertà.

Sul rinvenimento delle ecoballe di Atella mi accingo a presentare un’interrogazione per conoscere la tempistica dello smaltimento, la titolarità dei soggetti preposti a tale smaltimento ed i costi previsti per le operazioni di bonifica.

Le preoccupazioni legate alla tutela dell’ambiente nel Vulture sono più che fondate. Da tempo una delle zone più belle della regione è seriamente sotto attacco. Chi effettua i controlli sulle centinaia di mezzi pesanti che ogni giorno intasano la SS 93, facendo la spola tra vari siti industriali, provocando inquinamento di ogni tipo? Si pensi, inoltre, agli inceneritori a poca distanza dai centri abitati. Il riferimento è agli impianti di Barile e San Nicola di Melfi. Il Monte Vulture è aggredito dalla presenza di diverse cave. Con buona pace delle produzioni agricole di qualità (vino, olio d’oliva, castagne e cereali) per le quali ci vantiamo tanto e che richiedono di essere difese sempre da queste aggressioni. Il Movimento 5 Stelle ha presentato, ricordiamolo, una mozione in Consiglio Regionale una mozione relativa al pagamento delle royalties in favore della Regione Basilicata per quanto riguarda lo sfruttamento delle cave presenti in Basilicata. Solo un anno fa è stato sventato, grazie all’impegno del M5S, il tentativo di sventrare Monte Crugname, nel territorio del Comune di Melfi.

Il MoVimento Cinque Stelle non abbasserà mai la guardia e continuerà ad essere dalla parte dei cittadini e dell’ambiente.

Gianni Leggieri
Consigliere regionale del MoVimento Cinque Stelle