Non è certo la prima volta che ci troviamo a fronteggiare e a contrastare la scriteriata avanzata dell’eolico selvaggio nella nostra Basilicata e − con buona pace di chi pensa di poter disporre a proprio piacimento dei nostri territori – non ci stancheremo mai di farlo.

Questa volta l’allarme giunge da Ruoti e precisamente dal gruppo consiliare “Ruoti 2017” che, attraverso la testata giornalistica “Basilicata24”, ha denunciato l’installazione di “veri e propri mostri di metallo” che – stando a quanto si apprende dall’articolo – in barba a qualsiasi regolamento, ricadrebbero a soli 2 km dal centro abitato, diversamente dalla prevista distanza di 5 km.

Dalla ricostruzione fatta da suddetto gruppo, inoltre, anche la documentazione presentata relativa all’iter autorizzativo risulterebbe essere lacunosa e insufficiente.

Era il 2015 quando la Società Rinnovabili Melfi s.r.l. richiedeva l’autorizzazione unica regionale per la costruzione e l’esercizio di un parco eolico, costituito a 22 aerogeneratori, da collocare nei territori di Bella, Atella, Filiano, Ruoti e Potenza.

Il primo freno ai lavori è stato posto dalla Soprintendenza, la quale nel 2016 invitava la Società Rinnovabili Melfi a proporre un nuovo progetto che tenesse conto di alcune criticità sollevate e soprattutto del valore paesaggistico e culturale del territorio. Sembrerebbe – e qui il condizionale è d’obbligo, dal momento che il documento non è disponibile in rete – che, in un secondo momento, il parere favorevole della Soprintendenza sia pervenuto e con esso, si presume, la documentazione integrativa richiesta.

Tutto sembrava essere pronto, malgrado l’indisponibilità pubblica di questi documenti, e la Società avrebbe dovuto ultimare i lavori entro il 2019. E invece, qualcosa deve non aver funzionato, tanto da indurre la stessa società a chiedere non una, ma ben tre proroghe: le prime due a firma della Giunta Pittella, l’ultima a firma della Giunta Bardi. Una curiosa continuità. Una singolare intesa.

Ulteriori proroghe non potranno essere concesse.

Pare che la Società abbia richiesto queste proroghe, dichiarando di aver rinviato la costruzione a causa del mancato perfezionamento della procedura di esproprio e del mancato raggiungimento di una posizione utile nell’ambito dell’asta finalizzata a ottenere incentivi pubblici sull’energia prodotta. Perché il progetto sia finanziabile, la Società deve partecipare ad altre aste indette dal Ministero dello Sviluppo Economico.

I conti sembrano non tornare.

Per questo, abbiamo formalmente interrogato il Presidente Bardi e l’assessore di competenza per sapere se l’iter autorizzativo sia completo; se sia effettivamente pervenuta la documentazione richiesta dalla Soprintendenza, imprescindibile per il rilascio del parere favorevole da parte della stessa; se sia realmente rispettata la giusta distanza tra il parco eolico e il centro abitato; se sia stata già stabilita la data dell’asta a cui la Società dovrebbe partecipare e se la stessa sia già in possesso di un contratto con qualche fornitore di energia.

Troppi punti ancora oscuri che, tuttavia, non sembrano scalfire la posizione della Regione che, ieri come oggi, concede generose proroghe.

Chiediamo immediata chiarezza.

Carmela Carlucci
Gianni Perrino
Gianni Leggieri
Movimento 5 Stelle Basilicata – Consiglio Regionale