Passano i mesi e il degrado aumenta. Sono stato ancora una volta a Gaudiano, frazione del Comune di Lavello, a due passi dalla Puglia. Qui il tempo sembra essersi fermato al dopoguerra se consideriamo la sciatteria e l’abbandono che contraddistinguono questa località, una volta simbolo della laboriosità contadina e della rinascita agraria del Vulture Alto Bradano e della Basilicata intera. Da tanti mesi, a seguito di periodici sopralluoghi, mi reco a Gaudiano e denuncio quanto accade qui. I simboli di Gaudiano ora sono altri: tombini saltati che rappresentano un pericolo per pedoni e automobilisti, erbacce ovunque, manto stradale distrutto in numerosi punti, cani randagi che in alcuni casi rappresentano le uniche presenza viventi in circolazione.

Eppure, ci troviamo nel luogo in cui sono ancora aperti gli uffici del Consorzio di Bonifica della Basilicata, a due passi da uno dei più importanti stabilimenti di trasformazione del pomodoro e di altri prodotti ortofrutticoli. Gaudiano non può continuare a vivere in questa condizione di degrado; i cittadini della frazione lavellese hanno pari dignità ed importanza come tutti i cittadini lucani e della Repubblica italiana.

Per questo invito formalmente il presidente Bardi a recarsi con me a Gaudiano per constatare di persona il livello di abbandono che ha inghiottito la frazione di Lavello. Il governatore lucano non manca mai di sottolineare il suo attaccamento nei confronti dell’area Nord della Basilicata. Quale occasione migliore, dunque, per far uscire Gaudiano dall’atavica condizione di frazione abbandonata al suo destino? 

Gianni Leggieri
M5S Basilicata