La coltivazione della canapa industriale è sempre più una realtà in Italia nonostante gli strali ideologici e regretti di qualche politico conservatore. In Italia da qualche anno si è ripreso a far crescere un settore fiorentissimo agli albori del ‘900, abbandonato a causa dello strapotere rappresentato dai derivati del petrolio.

In un’epoca in cui si cercano soluzioni per non compromettere ulteriormente i precari equilibri ambientali, la canapa si sta rivelando un asset di primaria importanza. La versatilità della pianta garantisce una molteplicità di utilizzi: produzione di fibre, tessuti, alimenti, cosmetici, materiali per la bioedilizia e può rappresentare un importante strumento per la bonifica dei terreni inquinati. A questo proposito viene naturale pensare alla situazione dei siti di interesse nazionale (SIN) presenti in Basilicata (come, ad esempio, la Val Basento) che, a causa degli altissimi livelli di inquinamento, hanno subito la progressiva chiusura e desertificazione delle attività imprenditoriali agricole e d’allevamento. 

Per comprenderne le potenzialità e l’importanza non bisogna andare molto lontano: la vicina regione Puglia ha già fatto enormi passi avanti sul settore della canapa. Già qualche anno fa era partita una sperimentazione che avevamo avuto modo di apprezzare con la visita presso la masseria di Vincenzo Fornaro a Taranto. Quell’esperienza fu determinate per spingerci a proporre una legge regionale, poi approvata nel dicembre 2018.

Considerato il fermento e l’interesse rinnovato attorno a questo prodotto, abbiamo ritenuto necessario ricordare all’assessore Fanelli alcuni passaggi della legge regionale 42/2018 che prevede esplicitamente la messa in campo di azioni a sostegno dello sviluppo di coltivazioni e filiere produttive. Qualche giorno fa, il governatore Bardi nel suo show di inizio anno, elencava tra i punti del “cambiamento” le spese dell’assessore all’agricoltura per evitare il disimpegno dei fondi europei. Chissà se sono state programmate delle azioni in favore di questo settore in espansione. Lo speriamo vivamente.

Nel frattempo, la Puglia sta andando avanti con la promozione della pianta come dimostra il recente avvio di una nuova sperimentazione scaturita da un bando regionale: il progetto GREEN, che vedrà la semina di piante di canapa in un ettaro di terra nei pressi dell’aeroporto di Bari con lo scopo di verificarne le capacità fitodepuranti.
E la Basilicata, vuole rimanere indietro? Vogliamo attuare la legge attualmente in vigore?

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Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale