Le preoccupazioni sul futuro dell’Irccs CroB di Rionero in Vulture e i problemi denunciati da me e dall’associazione Agata, in merito alla mancanza di anestesisti per la chirurgia oncologica, devono farci riflettere e devono fare alzare il livello guardia. Il problema legato alla carenza di anestesisti, senza rivolgere troppo lo sguardo al passato, è stato da me affrontato negli scorsi anni, nella precedente consiliatura regionale, tra il 2016 ed il 2017.

Adesso, purtroppo, in un luogo di eccellenza come l’Irccs CroB di Rionero in Vulture, dove abbiamo recentemente ascoltato l’ennesimo grido di dolore dell’associazione Agata, che rappresenta i diritti di chi combatte contro la malattia oncologica, si naviga a vista. Non si può neppure tralasciare il grande contributo che l’Istituto presente a Rionero fornisce nell’ambito delle sperimentazioni cliniche e nel progresso riguardante la lotta contro le malattie oncologiche. Sin dalla sua creazione, l’Irccs CroB conduce sperimentazioni cliniche di carattere nazionale ed internazionale che vanno di pari passo con la cura delle patologie oncologiche. Ricerca e cura che devono continuare ad essere i pilastri delle attività svolte a Rionero in Vulture.

La mia maggiore preoccupazione – per questo motivo mi attiverò con una serie di passaggi formali e scriverò pure al ministro Roberto Speranza – è che vi sia per questa importante struttura sanitaria un vuoto nella programmazione pluriennale. Uno sguardo corto che impedisce all’Irccs CroB di essere considerato indispensabile per la sanità lucana, ma, prima ancora, per i cittadini della Basilicata e delle altre regioni che raggiungono la città vulturina.

Non oso immaginare un tentativo di indebolimento dell’Irccs CroB a vantaggio di altre realtà. Sarebbe, oltre che un controsenso rispetto ai nuovi canoni di organizzazione della sanità sul territorio, una mossa malvagia e dannosa per i cittadini. Ecco perché è doverosa una presa di posizione forte, chiara e coerente da parte del presidente della Regione, Vito Bardi, e dell’assessore regionale alla Salute, Francesco Fanelli. La qualifica della struttura – Istituto di ricovero e cura e Centro di riferimento – dice già tanto e non può essere sminuita per questioni che sfuggono ai più, soprattutto ai malati e alle loro famiglie. Cosa intendete fare dell’Irccs CroB di Rionero in Vulture? Come il sedicente “governo del cambiamento”, immagina e vede il futuro dell’Istituto di ricovero e cura e del Centro di riferimento oncologico? Il presidente Bardi e l’assessore Fanelli reputano davvero l’Irccs CroB indispensabile per il Vulture Melfese Alto Bradano e la Basilicata? Si esprimano con chiarezza una volta per tutte.

Gianni Leggieri
Consigliere regionale del MoVimento Cinque Stelle Basilicata