L’annuncio del Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, in merito alla riapertura dell’ospedale di Venosa – prevista per sabato 20 novembre -,  non può che essere salutata con gioia. Ho sempre, senza sottrarmi dall’esporre critiche con spirito costruttivo, evidenziato al Presidente Bardi e all’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone, la strategicità del POD della città oraziana. Gli sforzi per ridare ai cittadini un presidio così importante non può che essere apprezzato, ma l’attenzione deve restare sempre alta.

Dall’inizio della pandemia, dopo la scelta di spostare le attività ambulatoriali in un altro sito cittadino e fuori città (si pensi al caso dell’oculistica), e dopo la scelta di sospendere alcune prestazioni, i cittadini di Venosa e del Vulture-Alto Bradano hanno dimostrato grande pazienza e spirito di sacrificio. Il San Francesco, ricordiamolo, è stato adibito ad ospedale Covid, svolgendo un ruolo di fondamentale importanza per l’intera comunità regionale. Ora però occorre guardare al futuro, oltre che con ottimismo, con uno spirito diverso. Al bando rassegnazione e scarsa lungimiranza. Io l’ho sempre ripetuto da quando, nel marzo del 2020, le nostre esistenze sono state stravolte.

La riapertura dell’ospedale San Francesco sia un nuovo inizio per i cittadini di Venosa, del Vulture-Alto Bradano e della Basilicata, e per le politiche sanitarie regionali. La riapertura degli ambulatori e la ripresa delle erogazioni delle prestazioni sanitarie non solo deve confermare che quello di Venosa è un punto di riferimento per la sanità lucana, ma deve dimostrare che qui i servizi vanno rafforzati ed ampliati sempre di più. Pure questo mio punto di vista è noto tanto al Presidente Bardi quanto all’assessore regionale Leone con i quali mi sono sempre confrontato nella diversità di vedute ma sempre con rispetto.

La riapertura dell’ospedale di Venosa si muove, tra l’altro, in un percorso delineato nei mesi scorsi, quando una mia mozione è stata approvata con l’obiettivo di programmare seriamente il futuro del San Francesco. La mozione impegna il Presidente della Giunta e l’intero esecutivo regionale al successivo potenziamento di tutte le attività ambulatoriali presenti nel POD venosino, valorizzandolo come hub sanitario di rilevanza strategica con il potenziamento, ad esempio, della struttura di oculistica. Inoltre, il documento approvato mira al potenziamento/implementazione di reparti di media/bassa intensità assistenziale: reparti di lungodegenza, RSA, nucleo Alzheimer, reparto di geriatria (anche se appartenente ad una struttura ospedaliera per acuti). La mozione valuta infine la possibilità di istituire una LAIC (Lungodegenza ad Alta Intensità di Cure), allo stato non presente in Basilicata.

Occorre adesso profondere ogni sforzo per garantire ai lucani servizi sanitari degni di questo nome, partendo proprio da Venosa.

Gianni Leggieri
Consigliere regionale del MoVimento Cinque Stelle