A quasi sei mesi dalla presentazione inizia, finalmente, l’esame della nostra proposta di legge (PdL) per introdurre limiti alle emissioni di idrocarburi non metanici (NMHC) e idrogeno solforato (H2S) nelle zone interessate dalle estrazioni petrolifere.

Abbiamo dovuto sgomitare per far avviare l’iter all’interno delle commissioni: nell’ultima seduta di consiglio regionale il Presidente Cicala, su richiesta del proponente, ha disposto l’invio in quarta commissione consiliare della proposta di legge.

La nostra PdL è completamente incentrata sulla tutela della salute,  un aspetto – questo –  che sembra esser stato messo, purtroppo, in secondo piano soprattutto negli ultimi  anni. Eppure nel 2017 destarono grande preoccupazione, anche nell’opinione pubblica, i risultati dello studio VIS (Valutazione di Impatto sulla Salute) in Val d’Agri coordinato dal Prof. Bianchi. L’indagine epidemiologica tra gli anni 2000 – 2013 palesò eccessi di mortalità per le malattie del sistema circolatorio, per i tumori del polmone e dello stomaco. Nel corso di una delle audizioni in III commissione tenutesi durante la scorsa legislatura, lo stesso Prof. Bianchi ebbe modo di descrivere molto puntualmente il lavoro svolto, evidenziando come ci fossero possibili legami tra i dati relativi ai ricoveri ed ai decessi per alcune patologie (dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio in particolare) ed i dati legati all’inquinamento dell’aria.

Il nostro obiettivo è quello di introdurre limiti emissivi per NMHC e H2S partendo, in ogni caso, dai valori meramente indicativi e non vincolanti, rispettivamente individuati da agenzie internazionali quali, in particolare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e quelli già presenti nelle normative di altri Paesi euro­pei. 

La nostra proposta potrebbe procedere in parallelo ad un disegno di legge sulle emissioni odorigene che, a detta dell’assessore Rosa dovrebbe essere approvato a breve.

Ci auguriamo che si avvii un dibattito costruttivo nei prossimi mesi, scevro da ostruzionismi dettati da interesse di parte. Nelle ultime settimane l’attenzione sulle conseguenze delle estrazioni petrolifere si è incentrata su aspetti meramente economici come quello della rinegoziazione del gettito delle royalty. È arrivato il momento di discutere anche degli aspetti correlati alla salute di quelle popolazioni che sono costrette a convivere con il macigno delle estrazioni petrolifere. La Basilicata non si faccia cogliere impreparata per la svolta green che caratterizzerà il futuro prossimo, speriamo non solo sulla carta.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale