Forse la seduta di ieri del Consiglio Regionale è stata la prima di questa legislatura ad avere un minimo di dibattito politico. Ovviamente la maggioranza non si è fatta mancare le solite bizzarre strategie e, per ascoltare la relazione del Presidente Bardi, abbiamo dovuto attendere due ore per l’effettuazione di alcune nomine divenute tutte ad un tratto improrogabili.

Bardi, a differenza delle uscite precedenti, è stato un poco più esaustivo nella relazione sull’emergenza coronavirus in Basilicata. Ovviamente vantarsi di una gestione ottimale dell’emergenza sarebbe un esercizio utile sono ad alzare il morale delle truppe di una maggioranza persa nelle sue battaglie intestine. E sarebbe da irresponsabili negare gli innumerevoli problemi della sanità lucana e le numerose falle nella gestione della pandemia. 

Bardi ha considerato una vittoria la prima pronuncia del TAR sul ricorso proposto da alcune famiglie a seguito dell’ordinanza di chiusura delle scuole in tutta la regione. Il Generale, forse travolto da un impeto di ottimismo, dimentica che il tribunale amministrativo ha evidenziato che le misure da adottare devono essere «appropriate» al «bilanciamento» tra gli interessi coinvolti: in primo luogo il diritto alla salute e il diritto allo studio, entrambi tutelati dalla Costituzione. Ricordiamo, ancora una volta, che sulla chiusura delle scuole erano emersi anche pareri contrastanti all’interno della task force: il Dott. Barile prima di dimettersi aveva chiaramente detto che si stava andando nella direzione sbagliata.

Bene la volontà di fare screening di massa a Potenza e Matera sul modello Bolzano, ma forse un’attenzione maggiore andrebbe dedicata al lavoro ed alla socialità, ambiti in cui sarebbero alte le percentuali di contagio. Avremmo voluto sentire ieri da Bardi qualche parola sui grandi agglomerati produttivi presenti sul territorio regionale come la FCA e il suo indotto a San Nicola di Melfi. Forse Bardi e Leone dovrebbero volgere lo sguardo a quell’area tenendo in considerazione anche quanto fatto in realtà industriali simili come quella della Ferrari in Emilia Romagna. La situazione rischia di precipitare nelle fabbriche e sarebbe un rischio per tutto il territorio regionale considerato che gli operai provengono da tutta le regione e anche da fuori.

È mancata un po’ di sana autocritica sul fatto che i bandi per la ricerca di personale sanitario vengano sistematicamente snobbati dai potenziali partecipanti. Il dubbio che non siano appetibili e le condizioni proposte dai management aziendali non siano affatto attrattive, è forte. Per un lavoro in un contesto di straordinarietà come quello dell’emergenza, dovrebbero essere straordinari anche gli sforzi del management per assicurare condizioni adeguate agli operatori. Invece no. E purtroppo si continua ad assistere a situazione di guerra fredda anche all’interno delle aziende sanitarie come dimostrano le dimissioni del  direttore amministrativo dell’ASL di Matera. 

Proprio su Matera ieri c’è stata l’ennesima scivolata dell’Assessore Leone che non ha voluto impegnarsi politicamente a sostenere una mozione della minoranza volta ad evitare il declassamento del Madonna delle Grazie. Leone si è limitato ad assicurare il suo impegno informalmente cosa che non sembra aver convinto i suoi colleghi di maggioranza Acito e Cariello.

Anche ieri abbiamo fatto pervenire delle proposte al governatore, come quella di reperire delle risorse da destinare a quelle strutture ricettive che decideranno di ospitare gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza, e di ripristinare e successivamente potenziare,  al termine dell’emergenza sanitaria, le attività ambulatoriali presenti nel P.O.D. San Francesco di Venosa.  

Ci auguriamo che questo tipo di dibattiti sia sempre più frequente nella massima assise democratica della nostra regione. Come gruppo consiliare non faremo mancare il  nostro contributo alla discussione.

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
Carmela Carlucci
Movimento 5 Stelle Basilicata – Consiglio Regionale

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