Negli ultimi giorni il dibattito e l’attenzione dell’opinione pubblica si sono soffermate spesso sulla sconcertante vicenda del bonus di 600€ previsto dal Governo nazionale a favore dei titolari di partite IVA colpiti dalle perdite e danni economici conseguenti alle chiusure e alle altre misure di contenimento della fase 1 dell’emergenza epidemiologia (c.d. “lockdown”). Come ormai noto, tra coloro che hanno incassato il bonus ci sono anche numerosi politici e amministratori locali che, nella stragrande maggioranza dei casi, per la loro situazione economica e patrimoniale, avrebbero certamente potuto fare a meno del contributo statale.

Anche la Basilicata sta facendo molto parlare di sé a livello nazionale. C’è qualcuno in Val D’Agri che quel bonus di 600 euro ha pensato di ampliarlo e, più precisamente,  quintuplicarlo (fino a 3000 euro) spendendo le royalties che affluiscono nelle casse dei comuni dell’area. Ci riferiamo al Sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala, fratello dell’attuale Presidente del Consiglio Regionale, Carmine Cicala. La vicenda ha fatto assurgere a notorietà nazionale il Sindaco del comune valdagrino, suscitando evidente imbarazzo tra le file della nutrita truppa di novelli seguaci e tetragoni in terra lucana di Alberto da Giussano: truppa solitamente chiassosa, ma che nelle ultime ore sembra affetta da una insolita, inedita afasia. 

Tra i maggiori beneficiari di questo Covid bonus al gusto di petrolio risulterebbero  diversi membri della famiglia del Sindaco Cicala, compreso il fratello Carmine, Presidente della massima assise regionale. Come riportato da alcuni quotidiani locali, ammonterebbero a  ventimila euro i bonus incassati dalla famiglia Cicala sui 750 mila euro complessivi messi a disposizione dal Comune. 

Trattasi dell’ennesima, clamorosa, vicenda che mostra, impietosamente, come viene gestito e dove finisce realmente l’ingente flusso di denaro prodotto dalle royalties dei giacimenti di idrocarburi. Anziché impiegarle nelle ormai indispensabili infrastrutture anche tecnologiche e nella transizione energetica verso un’economia libera dalla schiavitù delle fonti fossili, le vagonate di denari prodotte dalle royalties sono state sistematicamente sprecate in spese correnti e in “bonus” che sono finiti col foraggiare anche chi non ne avrebbe avuto bisogno. Quella del Comune di Viggiano sembra ormai una Repubblica indipendente, una “Contea” autonoma nella quale la famiglia Cicala pare fare il bello e il cattivo tempo. A puntare sui Cicala è stato lo stesso Salvini, il quale oltre ad aver candidato Carmine Cicala alle elezioni regionali del 2018, ha affidato ad Amedeo Cicala il coordinamento degli enti locali in Basilicata.

Nei prossimi giorni, per fare opportuna e necessaria chiarezza a vantaggio dell’opinione pubblica, e tutelare l’onorabilità e la reputazione di tutto il Consiglio regionale, chiederemo formalmente a tutti i consiglieri e assessori regionali e al Presidente Bardi, di dichiarare pubblicamente se hanno usufruito o meno di bonus nazionali, regionali e/o locali. 

Ci lascia basito il comportamento finora assunto dai millantatori del presunto cambiamento: i quali, sulla scabrosa vicenda dei bonus percepiti dai fratelli Cicala, non hanno ritenuto di proferire parola. Dai vari Pepe, Fanelli, Coviello e fanteria varia, si ode solo l’eco di un lunghissimo silenzio. 

Gianni Perrino

Gianni Leggieri

Carmela Carlucci

Movimento 5 Stelle Basilicata – Consiglio Regionale