La volontà politica volta ad accontentare le aspettative di un’ampia platea di precari storici che prestano servizio o hanno prestato servizio presso gli uffici regionale per consolidare il proprio bacino elettorale è sempre, purtroppo, molto alta. Ne è la prova evidente l’approvazione della DGR n. 462 del 9 luglio scorso, con la quale sono state avviate le procedure selettive finalizzate alla stabilizzazione dei soggetti in possesso dei requisiti di cui all’art.20, comma 2, del D. Lgs  n. 75/2017. Stranamente nella delibera sopra richiamata manca il riferimento al concorso pubblico, riservando la selezione solo ai soggetti che risultano titolari di un contratto di lavoro flessibile presso la Regione Basilicata. Pertanto, la delibera in questione non garantisce il legittimo diritto dei cittadini che aspirano a concorrere per un posto di lavoro presso la Pubblica Amministrazione.

Le procedure di stabilizzazione avviate con la delibera sopra menzionata disattendono la disposizione introdotta dal decreto legislativo (Riforma Madia) che al comma 2, art. 20, prevede che le Amministrazioni possono bandire, in coerenza con il Piano triennale dei fabbisogni e ferma restando la garanzia dell’adeguato accesso dall’esterno, procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili. In questo caso, però, lo strumento del concorso pubblico non è stato per nulla preso in considerazione.

In questo quadro che privilegia procedure concorsuali riservate, si inserisce anche la Deliberazione n. 94 del 14 luglio scorso del commissario ad acta dell’Agenzia Regionale per il lavoro e l’apprendimento Basilicata (ARLAB), con la quale il dott. Coronato, già Dirigente al Bilancio dello stesso Ente, nominato con DGR N. 1047 del 30 dicembre 2019, ha pensato bene di prorogare fino al 15 gennaio 2021 i contratti di lavoro a tempo determinato, in scadenza il 1° gennaio 2020, al fine di eludere chiaramente l’avvio della procedura di evidenza pubblica e consentire poi la stabilizzazione  dei soggetti interessati che, alla data del 15 gennaio 2021, maturerebbero i requisiti dei tre anni di contratto. Presumiamo che le responsabilità relative alla definizione della dotazione organica siano in capo al direttore generale a cui sono affidati i compiti di direzione, gestione, indirizzo e coordinamento della struttura stessa e che purtroppo, a tutt’oggi, non è stato ancora nominato. Su questo tema si è pronunciata anche la Corte dei Conti che ha evidenziato la centralità del ruolo del direttore generale dell’ARLAB per il corretto, efficiente ed efficace funzionamento della stessa Agenzia.

Questo stallo si ripercuote direttamente sui cittadini lucani che hanno estremo bisogno di servizi efficienti utili per la ricerca di un posto di lavoro e per la propria formazione e riqualificazione professionale. Ma anche il mondo imprenditoriale subisce questa situazione di paralisi e inefficienza amministrativa, perché la ricerca di figure professionali non è certamente facilitata dai centri per l’impiego lucani, che a differenza di altre regioni, dove si stanno espletando già i concorsi (in Puglia 1129 posti, in Campania 641 posti e in Lazio 355 posti), non sono ancora stati oggetto del piano di potenziamento, tramite assunzioni e ingenti investimenti, come previsto dalle norme nazionali. Proseguendo con questo periodo di stallo dell’Agenzia, si rischia di perdere anche le risorse che sono state assegnate alla regione dal Governo centrale per migliorare i servizi offerti dai CPI, così come previsto dal  D.L. 4/2019 che ha introdotto il Reddito di Cittadinanza (Rdc).

È paradossale che il commissario ad acta dell’ARLAB, le cui funzioni sono limitate, possa poi di fatto procedere alla proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato per n. 10 soggetti e che la Regione Basilicata stia procedendo sempre sulla solita strada della sola stabilizzazione, mortificando il merito.

Per tali ragioni, oltre alla nostra interrogazione del 6 giugno scorso, alla quale non abbiamo ancora avuto risposta, è stata presentata nei giorni scorsi dalla deputata del M5S, Jessica Costanzo, che fa parte della Commissione Lavoro della Camera, un’interrogazione parlamentare rivolta alla Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Il cambiamento urlato dal centrodestra si è sciolto come neve al sole. Siamo di fronte alla mera continuità politico-amministrativa: quello che ha iniziato il Partito-Regione lo sta concludendo il governo del generale Bardi. Altro che meritocrazia!

Gianni Leggieri
Gianni Perrino
Carmela Carlucci
Gruppo Consiliare M5S Basilicata

 

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