Credevate di sapere tutto sulle Zone Economiche Speciali (ZES), mapurtroppo dovete ricredervi!

Qualche settimana fa, in occasione della visita del Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, l’Assessore all’Agricoltura, Luca Braia, chiedeva al governo di velocizzare l’iter di approvazione delle ZES. Ovviamente gli veniva fatto notare che il provvedimento non può partire se le regioni coinvolte non deliberano in tal senso.

A che punto sono arrivate quindi Basilicata e Puglia relativamente alle azioni prodromiche all’istituzione della ZES? A guardare l’atto sottoposto oggi ai lavori della commissione e dal dibattito che ne è scaturito, sembra di trovarsi ancora in alto mare, nel mezzo di trattative sconosciute ai più.

La delibera è la n°789/2018 del 10 agosto scorso. Per farla breve: nel documento la Regione Basilicata chiede alla Regione Puglia di deliberare nuovamente sulla ZES Ionica Interregionale in quanto, nel documento pugliese del 2 agosto 2018,  non si sarebbe tenuto conto del piano di sviluppo proposto dalla Basilicata approvato in data 3 luglio 2018 con delibera n°605/2018.  La giunta lucana, quindi, chiede a quella pugliese di farvi esplicitamente riferimento, approvando una nuova deliberazione che tenga conto delle integrazioni al documento risalente a febbraio, cui la delibera pugliese fa riferimento.
A proposito del piano di sviluppo della Regione Basilicata, non si capisce come le truppe pittellate, capitanate dall’Assessore Cifarelli, abbiano condotto le trattative per giungere al risultato finale visto che giungono recriminazioni da parte di alcune aree interessate al dibattito (si vedano le dichiarazioni del sindaco di Irsina).  Non si capisce nemmeno come l’area di Galdo di Lauria sia compatibile con il porto di Taranto situato a ben 154 km. Senza tralasciare le ambiguità sulla parte relativa alla Zona Franca Energetica (ZFE). Non ci convince la conclusione secondo cui tale azione sarebbe funzionale ad una exit strategy dal fossile. La ZFE difatti, al contrario potrebbe innescare un meccanismo perverso che alimenti ancora di più le industrie legate al fossile (utilizzando parte delle royalty, non più deducibili, per far risparmiare anche i costi energetici a tutta la filiera collegata ad esse!).

A questa vergogna si aggiunge il fatto che il documento deliberato dalla Regione in data 3 luglio potrebbe risultare illegittimo a causa della sospensione di Pittella in seguito allo scandalo ‘sanitopoli’, sospensione disposta a partire proprio dal 3 luglio. Anche su questo aspetto abbiamo chiesto un chiarimento, ma evidentemente dalle parti della maggioranza si pensa a tutt’altro.

Insomma, ci troviamo di fronte ad un ennesimo potpourri amministrativo che potrebbe ritardare ulteriormente il processo di deliberazione delle ZES e che, conoscendo i componenti di questa maggioranza sciagurata, potrebbe essere usato in maniera strumentale nelle prossime settimane in chiave elettorale. Immaginate il Giuzio di turno a proporre l’ampliamento della ZES per favorire l’ingresso di questa o quell’altra zona industriale.

Più che alle ZES questa maggioranza dovrebbe occuparsi di Zen al fine di meditare sui disastri passati e presenti e su come evitare quelli futuri.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

Articolo precedenteIl Commissario “temporaneamente impedito”. L’ennesima pagina triste per la Regione Basilicata.
Articolo successivoTORNA IL PERICOLO FORSU A SAN NICOLA DI MELFI. LA BASILICATA NON SIA PATTUMIERA D’ITALIA