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Fanno ancora eco le parole che Marcello Pittella ha proferito nel corso di un’intervista ad una nota trasmissione televisiva di La7: stizzito replicava alle affermazioni della giornalista che gli mostrava i preoccupanti dati relativi all’invaso del Pertusillo, definendo il tutto, senza mezzi termini, “una grandissima cazzata”. Non è la prima volta che Pittella perde le staffe davanti alle telecamere di una tv nazionale: ricordiamoci della sua rabbia per quei 5 minuti di servizio che “Il Kilimangiaro” dedicò a Matera 2019 – Capitale Europea della Cultura,  dipingendo la vittoria del titolo come “compensazione” al via libera alle trivelle selvagge (art. 38 dello Sblocca Italia– Sblocca Trivelle). Nel lungo ponte del 1° Maggio caratterizzato dall’inaugurazione di ‘EXPO 2015’, la nostra attenzione è stata attirata da un articolo della testata online Basilicata24.it a firma di Andrea Spartaco dal titolo Fanghi neri sulla spiaggia consigliata dai pediatri.  Le foto e il video a corredo sono davvero impressionanti:  sembra di rivivere uno scenario da disastro petrolifero.

Cosa accade a una delle più belle spiagge del versante ionico lucano, quella di San Basilio, alla foce  del fiume Cavone? La sabbia caratteristica del litorale è di colore nero e, come si evince dalle immagini pubblicate da Basilicata24.it, smuovendo la sabbia emerge del fango nero al profumo di idrocarburi. La situazione sembra non essere dovuta ad un inquinamento occasionale e transitorio: le stesse immagini ci dimostrano che, risalendo il fiume, i medesimi fanghi neri sembrano essere diventati parte integrante del letto del fiume Cavone.
Cosa sta succedendo al nostro litorale? E ai nostri fiumi?

Grazie all’ottimo lavoro dei giornalisti di Basilicata24, sappiamo che probabilmente sta accadendo qualcosa di molto grave per l’ambiente e la salute dei lucani: e questa volta Pittella ha il dovere di pronunciarsi ufficialmente su questo ennesimo scempio. E lo deve fare cominciando a rispondere alla nostra interrogazione.

Fino a questo momento, la Giunta Pittella ha fatto di tutto per nascondere la polvere sotto il tappeto. Berlinguer si è rivelato un ottimo “depistatore” in materia di inquinamento, in particolare, da petrolio. Ma ora non appare più esserci più spazio sotto quel tappeto: emergono prepotenti i segni dello stupro a cui è sottoposta costantemente il nostro territorio. Quello che viene dalla foce del fiume Cavone e dalla spiaggia di San Basilio è solo l’ultimo dei campanelli di allarme: ricordiamo, ad esempio e ancora una volta, altri strani avvenimenti quali la moria di pesci del Pertusillo, l’acqua inquinata a Corleto Perticara, le acque radioattive lavorate a TecnoParco, le sonde abbandonate nei pressi del pozzo Gorgoglione.

Proprio in questi giorni si è sbandierato ai quattro venti il progetto “Aqua2015”, di cui la Basilicata è capofila, uno dei tanti eventi del grande circo mediatico di Expo2015. “Acqua come fonte di vita, nutrimento, alimentazione” recita lo slogan dell’iniziativa. Ovviamente, la realtà è ben altra in Basilicata: “Acqua, campanello d’allarme di inquinamento e distruzione della biodiversità e della vita” potrebbe essere il vero “contro-slogan”.

Presidente Pittella, per una volta, dia seguito alle tante altisonanti parole con dei fatti: tiri fuori gli attributi, fermi tutto questo scempio ambientale. Altrimenti, nella migliore delle ipotesi, Lei sarà ricordato come uno dei tanti politici inconcludenti che la nostra regione ha, purtroppo, espresso nell’ ultimo mezzo secolo.

Qui il testo integrale della nostra interrogazione.
Qui risposta

Gianni Perrino
Capogruppo M5S Basilicata – Consiglio Regionale

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