Il capogruppo  -Gianni Leggieri-  interviene sulla questione dei campi di accoglienza realizzati nei Comuni di Venosa e Palazzo S. Gervasio. Di seguito la sua nota:

Difatti le tendopoli, realizzate con un ingente impegno di soldi stanziati dalla Regione, sono  al centro di una diatriba tra il Presidente della Task Force e il Portavoce.

Alla luce di quanto successo appena pochi giorni fa  mi vedo costretto a richiedere formalmente al Presidente Pittella di rimuovere il Presidente della Task Force dal suo incarico. Il  signor Pietro Simonetti, allo stato attuale, risulta essere assolutamente inadeguato a ricoprire un ruolo così importante e delicato. Una richiesta già avanzata da diverse settimane dal Movimento 5 Stelle di Venosa che aveva denunciato la gestione fallimentare del piano di accoglienza migranti.

Il quadro che si è delineato rende doverosa la sua rimozione anche alla luce delle resistenze e reticenze registrate direttamente dalla mia persona rispetto alla richiesta di accesso al campo di accoglienza. Sentirsi rispondere dal Presidente della Task Force regionale che non ha potere di controllo sui campi e che non può autorizzare l’accesso di alcuno al campo e scoprire che nel contempo la Croce Rossa decide a sua totale discrezione chi entra e chi esce dal campo è inconcepibile.

Ma soprattutto scoprire che in realtà in base a Delibere della Giunta Regionale il signor Simonetti ha quei poteri che negava di avere è gravissimo e dimostra la volontà di costui di nascondere al verità.  Non è possibile continuare a pensare di poter affidare ruoli di comando a soggetti abituati a utilizzare tale potere in maniera sconsiderata.  Non è pensabile che si continui a gestire tutta questa vicenda che coinvolge denaro pubblico, risorse, vite umane, come un affare privato che deve interessare poche persone. Come Movimento 5 Stelle pretendiamo che venga fatta chiarezza e che chi ha sbagliato venga subito mandato a casa.

Gianni Leggieri
Portavoce M5S

Articolo precedenteNON LASCIAMO SCAPPARE LA FACOLTA’ DI INGEGNERIA
Articolo successivoLa dialettica democratica all’interno del Consiglio regionale di Basilicata è superata?