Il decommissioning ITREC tra contenziosi e incidenti di percorso.

Continuano le sedute del tavolo della trasparenza sulle attività di decommissioning presso l’impianto ITREC di Rotondella, attività che sono condotte dalla società a partecipazione statale SOGIN. La seduta ha avuto come ordine del giorno due punti: lo stato delle attività di dismissione dell’impianto e la situazione relativa alle sostanze inquinanti  rinvenute durante i lavori e riconducibili, con molta probabilità, alle attività di un vecchio impianto della Magnox che insisteva sull’area del sito.

Attualmente i lavori di decommissioning sono fermi a causa di un contenzioso sorto tra SOGIN e SAIPEM. Abbiamo chiesto chiarimenti sulle cause che hanno portato a questo contenzioso, ma i responsabili hanno ritenuto di non rispondere nello specifico e si sono impegnati ad inviare una comunicazione in merito nei prossimi giorni, essendoci delle indagini della magistratura in corso. In un comunicato stampa del 29 agosto 2017, SOGIN ha annunciato la risoluzione del contratto di appalto per la realizzazione del Complesso Cemex all’interno dell’impianto Eurex di Saluggia (Vercelli). Nello stesso comunicato si parla di una serie di “gravi inadempimenti e ritardi da parte del RTI, di cui è mandataria Saipem S.p.A., impegnato nel sito Itrec di Rotondella (Matera) nella realizzazione dell’ICPF (Impianto di Cementazione Prodotto Finito), composto da un edificio di processo e da un deposito temporaneo per lo stoccaggio dei manufatti prodotti.”

Per quanto riguarda la situazione di inquinamento palesatasi nel 2015 e sulla quale l’ARPAB aveva, a distanza di oltre due anni, espresso gravi preoccupazioni suggerendo l’installazione di una barriera idraulica per contenere la migrazione del Cromo VI, c’è da registrare la forte preoccupazione delle amministrazioni comunali interessate. Al momento si sono tenute due conferenze di servizi dalle quali è emerso che ENEA si è resa disponibile a  rafforzare la barriera idraulica e che il piano di caratterizzazione verrà esteso al territorio del comune di Nova Siri. Le attività di rimozione della fonte di inquinamento saranno a carico di ENEA ed in stretta collaborazione con SOGIN, il tutto con la supervisione di ISPRA. Il prossimo 28 novembre verrà presentato il progetto per la rimozione.

Alcuni dubbi ci sono sorti sulle attività di monitoraggio degli inquinanti (trielina, cromo esavalente, ferro ed idrocarburi totali) rilevati nel giugno 2015 dai piezometri installati per il monitoraggio nell’ambito del procedimento di VIA per l’avvio delle attività di decommissioning da parte di Sogin. Dalle dichiarazioni di alcuni rappresentanti di ITREC si evince che, nel piano di caratterizzazione, il fattore ‘idrocarburi totali’ sarebbe stato analizzato esclusivamente nella matrice terreno e non nella matrice acqua. Il motivo di questa scelta sarebbe collegato al fatto che tale superamento è stato di natura “episodica” e  dovuto a cause non meglio precisate. Su questo aspetto abbiamo chiesto approfondimenti sul protocollo di analisi utilizzato per monitorare il fattore ‘idrocarburi totali’ e per valutare in base a quali considerazioni si sia giunti alla conclusione che la presenza di idrocarburi riscontrata nel 2015 potesse essere considerata episodica e quindi non rilevante ai fini dell’impostazione del piano di caratterizzazione, almeno per la matrice acqua.

La situazione appare molto delicata e complicata. Ci auguriamo che si riprenda al più presto l’attività di decommissioning e condividiamo l’appello dell’associazione “Scanziamo le Scorie” per l’apertura di un’apposita sezione trasparenza sul sito web regionale, possibilmente migliore rispetto a quella relativa allo sversamento nel Centro oli di Viggiano.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

 

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