Traversine al creosoto nel Parco del Pollino? La Regione verifichi subito!

Alcuni giorni fa, alcuni cittadini ci hanno segnalato un articolo del sito MountCity, una testata che si occupa di montagna. L’articolo, a firma di Giorgio Braschi, guida e grande conoscitore del Parco del Pollino), segnala la presenza di traversine ferroviarie dismesse lungo il “sentiero 990” che sale alla vetta del Monte Coppolo che si erge alle spalle del centro abitato del Comune di Valsinni (in provincia di Matera).

Quelle traversine sono il frutto della programmazione P.S.R. Basilicata 2007/2013 – Bando Misura 227 “Sostegno agli investimenti non produttivi – terreni forestali” al quale ha aderito il Comune di Valsinni con un progetto che prevedeva “interventi volti a migliorare la fruizione pubblica delle aree forestali in località Monte Coppolo” finanziato per oltre 149 mila euro.

L’opera, che a prima vista potrebbe sembrare nobile dal punto di vista della sostenibilità ambientale, porta con sé una preoccupante criticità: le traversine ferroviarie dismesse utilizzate lungo il sentiero conterrebbero creosoto, una miscela di composti chimici derivati dalla distillazione del catrame di carbone, con cui le traversine venivano impregnate per aumentarne le caratteristiche di durabilità.

E’ lo stesso Braschi ad evidenziare la cosa sottolineando come, nelle calde giornate di estate, il sentiero emani un “fragrante olezzo di olio di creosoto”. Anche uno dei Consiglieri del direttivo del Parco Nazionale, Ferdinando Laghi, vicepresidente nazionale di Medici per l’Ambiente (IDSE), a seguito di un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi, ha confermato la presenza di traversine maleodoranti contrassegnate come “sanificate”.

Abbiamo approfondito la questione e non ci è voluto molto per capire che, probabilmente, ci si trova davanti ad una situazione preoccupante connessa all’utilizzo di una sostanza: l’olio di creosoto. Le norme relative sono contenute nel punto 30 dell’elenco allegato al Decreto del Ministero della Salute del 17/04/2003 e stabiliscono che il “creosoto” (CAS n.8001-58-9) e l’ “olio di creosoto” (CAS n. 263-047-8) non possono più essere utilizzati per il trattamento del legno ed il legno così trattato non può più essere immesso sul mercato. Nell’allegato al decreto viene precisato che “il legno trattato con creosoto, anche se rientrante nei limiti della Direttiva Comunitaria, non può essere utilizzato all’interno di edifici, indipendentemente dalla loro destinazione, per (…) parchi, giardini, e altri luoghi di pubblica ricreazione all’aria aperta”. Anche la Corte di Cassazione ha confermato che “le traversine in legno impregnate di olio di creosoto dismesse dall’ente ferroviario vanno qualificate quale rifiuto pericoloso” (ex multis Cassazione Penale, Sez. III, sentenza del 26 maggio 2004, n. 23988).

Sfogliando la cronaca, si scopre che il creosoto è stato al centro di numerose vicende su tutto il territorio nazionale che ne hanno messo in evidenza l‘alta tossicità e la pericolosità per la salute umana.
E’ quindi necessario fare immediata chiarezza sulla vicenda e individuare eventuali profili di responsabilità. Per questo abbiamo chiesto alla Giunta Pittella di verificare, il prima possibile, la preoccupante situazione del sentiero 990 sul Monte Coppolo e venire a relazionare in aula.

Leggi il testo dell’interrogazione

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata  Consiglio Regionale

 

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