Botte da orbi tra Pittella e Emiliano mentre il torbido mistero del Pertusillo continua ad inquietare i pugliesi. E noi lucani: in che mani siamo?

Forse aizzato dal suo padrone Renzi, Marcello Pittella, dopo aver tirato le orecchie a Lacorazza, rivolge la sua attenzione ad un altro suo compagno di partito, il Presidente della Puglia, Michele Emiliano.

A molti non sarà sfuggito il duro e per certi versi imbarazzante scambio di tweet tra i due governatori. Alla base delle recriminazioni di Pittella c’è una mozione (firmata da Forza Italia e M5S) approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale della Puglia. Cosa prevede questa mozione? << L’avvio di ogni utile iniziativa, in sede regionale, nazionale e comunitaria, per poter accertare e verificare, in tempi brevi, ed una volta per tutte, anche attraverso controlli dell’Arpa Puglia, congiuntamente all’organismo omologo della Regione Basilicata, se la diga del Pertusillo costituisca o meno un invaso fonte di elementi fortemente tossici e gravemente nocivi per la salute delle migliaia di famiglie pugliesi che acquistano e utilizzano quell’acqua come “potabile” >>.

Si tratta evidentemente di una mozione coraggiosa che intende fare finalmente chiarezza sulle inquietanti ombre che aleggiano sulla salubrità delle acque dell’invaso del Pertusillo.

Nonostante gli aspetti inquietanti evidenziati dalla mozione, il gladiatore di Lauria, sulle sacrosante accuse che evidenziano il silenzio (persistente) e le decisioni (tardive) del Governo lucano, ha perso le staffe e preteso le scuse ufficiali da parte di Emiliano che, dal canto suo, ha ammesso di non saperne niente, dichiarandosi addolorato.

Eppure, a parte gli screzi e litigi da rotocalco rosa tra Pittella e Emiliano, ciò che il Consiglio Regionale pugliese evidenzia e denuncia riveste assoluta importanza non solo per i pugliesi ma anche per i lucani, oltre che apparire rispondente a indizi e riscontri di palmare verità.

Come negare che il “silenzio (persistente) e le decisioni (tardive) del Governo lucano” sulla vicenda “rischiano di apparire conferme della grave situazione instillando in tal modo la convinzione che si stia incidendo in maniera pesante sulla salute pubblica degli utenti pugliesi”?
Come riportato nella mozione,  l’ente di monitoraggio ambientale lucano, l’ARPAB, “previe analisi svolte nel luglio del 2011 e nel marzo 2012, avrebbe ammesso la presenza nell’invaso di concentrazioni di idrocarburi e metalli pesanti”: “ciò nonostante l’ARPAB e la Regione Basilicata hanno sempre minimizzato i livelli di inquinamento e dal 2013 ad oggi i dati ufficiali non sono mai più stati resi noti”

Anzichè lasciarsi andare a queruli “cinguettii” con Emiliano, Pittella dovrebbe adirarsi per le gravissime e intollerabili carenze che paralizzano l’operatività e i controlli dell’ARPAB. Una paralisi evidenziata e certificata, rispettivamente:

  • a pagina 859 della Relazione della Direzione Nazionale Antimafia nella quale viene espressamente denunciata “la scarsa attenzione da parte degli Enti deputati al monitoraggio dell’ ambiente  e della salute pubblica” lucani, che “amplifica l’oggettiva complessità” delle indagini sui reati ambientali “particolarmente diffusi e perseguiti nel territorio, e spesso configurantesi in relazione allo sfruttamento del ricco sottosuolo dell’area Val d’Agri”;
  • dallo stesso neo Direttore ARPAB, Edmondo Iannicelli, il quale, in una audizione in seconda commissione consiliare, ha dichiarato che molte “attività obbligatorie non venivano effettuate” per mancanza di risorse umane – nonostante i circa 150 dipendenti – e carenze di figure professionali (tecnici, biologi, chimici), di “risorse strumentali” e “attrezzature che mancano”.

Ciò significa che, come gia’ denunciato dal M5S Basilicata, gran parte dei monitoraggi e dei controlli ambientali che l’ARPAB dovrebbe realizzare per legge, non vengono effettuati. Una stasi inaccettabile che giustifica ampiamente l’inquietudine espressa dal Consiglio regionale pugliese. Davanti alle incontrollate esternazioni pittelliane, torniamo a chiederci, sgomenti, in che mani siano la tutela dell’ambiente e della salute delle popolazioni appulo lucane. Ci appare intollerabile che Pittella non prenda atto delle preoccupazioni e delle sacrosante richieste di monitoraggio ambientale manifestate dal Consiglio Regionale pugliese sulle acque del Pertusillo. Ma non solo: ci sembra grottesco che, addirittura, Pittella ne attacchi le intangibili funzioni e prerogative  istituzionali! Qual è il principale compito e dovere di un Presidente di Giunta? Polemizzare su twitter oppure tutelare la salute dei cittadini ad ogni costo? Quali interessi difende il “Gladiatore”? “Cui prodest”, Pittella?

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

 

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