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Autore ArgomentoSintesi programma gruppo lavoro.
massimo-
pignone
Pro
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Post Sintesi programma gruppo lavoro.
il: October 8, 2013, 10:43
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1 - No ai corsi di formazione. Hanno un uso solo clientelare e ci costano 150 milioni di euro all’anno. Riutilizzati diversamente, 150 milioni di euro all'anno per cinque anni, sono una grande risorsa da spendere per il rilancio dell'economia lucana (dei corsi di formazione va lasciata solo la quota attuale assegnata alla scuola (circa il 15%, 20 milioni di euro), al fine di non ridimensionare ulteriormente le entrate della scuola pubblica).
2 - La formazione non va finanziata a fondo perduto, come Ë accaduto finora, ma va fatta gestire direttamente alle imprese, magari con l’assunzione di “apprendisti”, come si usava negli anni passati concedendo sgravi fiscali (rinunciare ad esempio all’Irpef regionale).

3 - sgravi fiscali ai Comuni sotto i 3 mila abitanti al fine di determinare una convenienza a tenere aperte le attivit‡ commerciali e artigianali dei piccoli comuni lucani;

4 - Risolvere definitivamente la questione dei lavoratori socialmente utili, proponendo l'impegno del M5S a risolvere ogni tipo di precariet‡ migliorando la ridistribuzione delle ricchezza collettiva, dando priorit‡ e spinta economica ai settori che possono rilanciare economicamente questa regione: agricoltura, turismo, piccole e medie imprese.

5 - Istituire un reddito di inclusione sociale. La Regione dovr‡ dismettere l'attuale progetto copes ovviamente estraendone i fondi, per attuare un vero programma di inclusione sociale che raggruppi come sopra scritto, diverse situazioni e condizioni.
Il progetto richiede (da parte di chi ne usufruisce) lo svolgimento di attivita' tese al miglioramento della vita civile non che' del bene comune che in ogni comune regionale sara' richiesto:( custodia e pulizia parchi pubblici, collaborazioni in associazioni del terzo settore "comunita', case riposo, case bambini..... " e non di meno una continua assistenza anche domiciliare per anziani), ed ovunque i vari comuni di residenza valuti la necessit‡.

6 - ripopolare la campagna lucana e la regione Basilicata, riattivando - con informazioni e finanziamenti e creando un mercato di filiera corta - attivit‡ commerciali come i macelli, i mulini e i frantoi. Il ripristino di queste attivit‡ agroalimentari, chiuse da leggi che hanno favorito in questi decenni la grande industria e la grande distribuzione Ë prioritario per:†
a) rioccupare e controllare il territorio oggi abbandonato;†
b) favorire immediatamente le economie collegate alla presenza sul territorio di questi opifici (agricoltura e allevamenti, oggi messi in difficolt‡ dalla mancanza di luoghi dove macellare o molire);†
c) far ripartire un’economia di filiera collegata alla riattivazione di mulini e macelli per ri-movimentare finalmente quella economia da micro-sistemi che porta occupazione sul territorio e commercio diretto, tracciato e locale (la storia economica di questa Regione ci ha insegnato che non si puÚ vivere solo di macro-sistemi, Fiat di Melfi, grande distribuzione, salottifici eccetera);
7 - trasformare le zone interne della Basilicata in aree per l'allevamento estensivo e biologico delle carni, da abbinare alla presenza sul territorio di macelli; favorire la produzione di cereali locali, favorendo la produzione di prodotti da forno con frumenti locali (magari defiscalizzando i panettieri che dimostrano di comprare grano lucano, i ristoranti che consumano olio lucano, eccetera);
8 - A livello regionale nei centri per l'impiego si devono rispettare le graduatorie ed in base alla legge 68/99 i diversamente abili devono essere inseriti lavorativamente.
Abolizione delle chiamate nominative che sono fortemente discriminanti.
Le graduatorie per l'inserimento delle categorie protette devono essere stabilite cosÏ:
2 punti: per anzianit‡ di iscrizione con fasce da concordare
3 punti: punteggio di invalidit‡ con fasce da concordare
1 punto: diploma
2 punti: laurea
1 punto: qualifiche
0,5 punti: attestati
1 punto: carico familiare e reddito basso con fasce da concordare

9 - abbassare da 15 dipendenti a 10 dipendenti il limite per l’obbligo di assunzione dei diversamente abili ed ogni anno si deve stilare una graduatoria visibile al pubblico e su internet con indicate le imprese che hanno l'obbligo di assunzione.

10 - Sgravi fiscali per i diversamente abili assunti dalle imprese

11 - nei concorsi regionali ci devono essere prove a quiz multiple e prove pratiche, tipo word excel

12 - Creazione di un progetto regionale di recupero dei vecchi mestieri: fabbro, falegname, sarto, calzolaio, casaro, ecc.. I corsi sarebbero tenuti dai vecchi "mastri" in pensione, cosi da avere due finalit‡: la prima che il pensionato, oltre ad avere un compenso per la sua prestazione, il che incrementerebbe le sue entrate economiche, avrebbe un ruolo sociale ed educativo tale da giovare a se stesso e all'apprendista; la seconda che il giovane o il disoccupato potr‡ avere una prospettiva di lavoro, incentivandolo attraverso l'assegnazione di un bonus, sia economico che fiscale su base regionale, per l'avviamento dell'attivit‡ a fine corso.
Fondamentale Ë il passaggio che vedrebbe l'implementazione dei corsi esclusivamente sulla base della richiesta di mercato, sul modello danese.

Gianni-
Perrino
Amministratore
Posts: 1614
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Post Re: Sintesi programma gruppo lavoro.
il: October 8, 2013, 12:50
Cita:

Cita da: massimo pignone il October 8, 2013, 10:43
1 - No ai corsi di formazione. Hanno un uso solo clientelare e ci costano 150 milioni di euro all’anno. Riutilizzati diversamente, 150 milioni di euro all'anno per cinque anni, sono una grande risorsa da spendere per il rilancio dell'economia lucana (dei corsi di formazione va lasciata solo la quota attuale assegnata alla scuola (circa il 15%, 20 milioni di euro), al fine di non ridimensionare ulteriormente le entrate della scuola pubblica).
2 - La formazione non va finanziata a fondo perduto, come Ë accaduto finora, ma va fatta gestire direttamente alle imprese, magari con l’assunzione di “apprendisti”, come si usava negli anni passati concedendo sgravi fiscali (rinunciare ad esempio all’Irpef regionale).

3 - sgravi fiscali ai Comuni sotto i 3 mila abitanti al fine di determinare una convenienza a tenere aperte le attivit‡ commerciali e artigianali dei piccoli comuni lucani;

4 - Risolvere definitivamente la questione dei lavoratori socialmente utili, proponendo l'impegno del M5S a risolvere ogni tipo di precariet‡ migliorando la ridistribuzione delle ricchezza collettiva, dando priorit‡ e spinta economica ai settori che possono rilanciare economicamente questa regione: agricoltura, turismo, piccole e medie imprese.

5 - Istituire un reddito di inclusione sociale. La Regione dovr‡ dismettere l'attuale progetto copes ovviamente estraendone i fondi, per attuare un vero programma di inclusione sociale che raggruppi come sopra scritto, diverse situazioni e condizioni.
Il progetto richiede (da parte di chi ne usufruisce) lo svolgimento di attivita' tese al miglioramento della vita civile non che' del bene comune che in ogni comune regionale sara' richiesto:( custodia e pulizia parchi pubblici, collaborazioni in associazioni del terzo settore "comunita', case riposo, case bambini..... " e non di meno una continua assistenza anche domiciliare per anziani), ed ovunque i vari comuni di residenza valuti la necessit‡.

6 - ripopolare la campagna lucana e la regione Basilicata, riattivando - con informazioni e finanziamenti e creando un mercato di filiera corta - attivit‡ commerciali come i macelli, i mulini e i frantoi. Il ripristino di queste attivit‡ agroalimentari, chiuse da leggi che hanno favorito in questi decenni la grande industria e la grande distribuzione Ë prioritario per:†
a) rioccupare e controllare il territorio oggi abbandonato;†
b) favorire immediatamente le economie collegate alla presenza sul territorio di questi opifici (agricoltura e allevamenti, oggi messi in difficolt‡ dalla mancanza di luoghi dove macellare o molire);†
c) far ripartire un’economia di filiera collegata alla riattivazione di mulini e macelli per ri-movimentare finalmente quella economia da micro-sistemi che porta occupazione sul territorio e commercio diretto, tracciato e locale (la storia economica di questa Regione ci ha insegnato che non si puÚ vivere solo di macro-sistemi, Fiat di Melfi, grande distribuzione, salottifici eccetera);
7 - trasformare le zone interne della Basilicata in aree per l'allevamento estensivo e biologico delle carni, da abbinare alla presenza sul territorio di macelli; favorire la produzione di cereali locali, favorendo la produzione di prodotti da forno con frumenti locali (magari defiscalizzando i panettieri che dimostrano di comprare grano lucano, i ristoranti che consumano olio lucano, eccetera);
8 - A livello regionale nei centri per l'impiego si devono rispettare le graduatorie ed in base alla legge 68/99 i diversamente abili devono essere inseriti lavorativamente.
Abolizione delle chiamate nominative che sono fortemente discriminanti.
Le graduatorie per l'inserimento delle categorie protette devono essere stabilite cosÏ:
2 punti: per anzianit‡ di iscrizione con fasce da concordare
3 punti: punteggio di invalidit‡ con fasce da concordare
1 punto: diploma
2 punti: laurea
1 punto: qualifiche
0,5 punti: attestati
1 punto: carico familiare e reddito basso con fasce da concordare

9 - abbassare da 15 dipendenti a 10 dipendenti il limite per l’obbligo di assunzione dei diversamente abili ed ogni anno si deve stilare una graduatoria visibile al pubblico e su internet con indicate le imprese che hanno l'obbligo di assunzione.

10 - Sgravi fiscali per i diversamente abili assunti dalle imprese

11 - nei concorsi regionali ci devono essere prove a quiz multiple e prove pratiche, tipo word excel

12 - Creazione di un progetto regionale di recupero dei vecchi mestieri: fabbro, falegname, sarto, calzolaio, casaro, ecc.. I corsi sarebbero tenuti dai vecchi "mastri" in pensione, cosi da avere due finalit‡: la prima che il pensionato, oltre ad avere un compenso per la sua prestazione, il che incrementerebbe le sue entrate economiche, avrebbe un ruolo sociale ed educativo tale da giovare a se stesso e all'apprendista; la seconda che il giovane o il disoccupato potr‡ avere una prospettiva di lavoro, incentivandolo attraverso l'assegnazione di un bonus, sia economico che fiscale su base regionale, per l'avviamento dell'attivit‡ a fine corso.
Fondamentale Ë il passaggio che vedrebbe l'implementazione dei corsi esclusivamente sulla base della richiesta di mercato, sul modello danese.

Grazie Massimo. Ora, come tutti gli altri gruppi, dovremo discutere queste proposte e approvarne eventuali modifiche/integrazioni.

Non ci si dovrebbe sforzare di essere meglio degli altri, ma di se stessi un minuto prima

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