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Sommario - Domenico Bennardi
Nome: Domenico Bennardi
Registrato: March 7, 2013, 15:57
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Ho vissuto per una quindicina di anni a Firenze per motivi di studio prima e di lavoro dopo, ma sono cresciuto a Matera e mi sento materano, risiedo attualmente a Matera dove sono sposato e lavoro in una società di formazione e servizi informatici. Sono laureato presso la facoltà di Scienze della Formazione all'Università di Firenze - vecch. ordin. sono docente su tematiche che riguardano i beni culturali, in vari contesti privati e pubblici. Se si vuole approfondire il mio profilo curricolare basta cliccare sul mio sito.

Correva l'anno 2007 quando a Firenze come in tutta Italia si organizzava il primo V-Day, per modificare i criteri di candidabilità dei parlamentari nell'ambito dell'iniziativa Parlamento Pultio. Io all'epoca ero assistant organizer del meetup di Firenze e per un periodo limitato organizer.
Raccogliemmo 11.200 firme in un solo giorno in Piazza della Repubblica. Quel giorno lo ricordo bene, perché comprai la maglietta del V-Day oggi ingiallita.
All'epoca non si parlava affatto di elezioni e di movimento politico, ricordo che si faceva realmente molta politica fuori però dalle competizioni elettorali. C'era molto entusiasmo e partecipazione, quella autentica senza tornaconti. Ci si incontrava nel retro di un bar come in clandestinità.
L'ipotesi di diventare movimento politico spaventava e turbava molti all'epoca.

Nel 2009 partecipai al primo incontro del movimento 5stelle, la famosa Carta di Firenze, credo di avere ancora qualche volantino da qualche parte, feci foto e portai degli amici con i quali andammo dietro le quinte e incontrai per la prima volta dal vivo Marco Travaglio, Maurizio Pallante, lo stesso Grillo e un tipo strano dai lunghi capelli ricci che poi riconobbi in Casaleggio, lui non uscì mai sul palco ma stava sempre vicino a Grillo, lo consigliava e gli parlava sempre, quell'immagine mi lasciò un pò perplesso. Dal 2009, dalla carta di Firenze, sono iscritto al portale del movimento5stelle.

Ho sempre seguito con interesse poi le vicende di Grillo e il meetup, anzi i due meetup di Matera. Partecipando a varie riunioni e a molti banchetti dell'epoca anche in piazza.

Ad un certo punto, mi sono allontanato dal movimento, proprio nel momento in cui ci si iniziava a preparare alla discesa in politica. I motivi sono stati diversi, anche personali. Tra le varie cose, ero ancora legato a certi valori e ideali di legalità, di giustizia e soprattutto di sinistra, non certo quella sinistra espressa e rappresentata dai partiti.
Sentivo che il bene comune fosse un valore di per sé importante, anche per fare politica ma che esso doveva necessariamente sposarsi con degli ideali più profondi. Un cattolico, un fascista e un comunista possono fare tutti e tre politica in base alla logica soggettiva del "bene comune" ma non per questo il bene comune visto da ciascuno di loro è bene comune per tutti.

Mentre mi facevo queste seghe mentali, gli anni passavano e mi sono discostato dall'azione del movimento rimanendo simpatizzante. Il Movimento a Matera cresceva, si ramificava e prendeva nuovi membri.

Con amici, la cui amicizia nacque proprio in seno all'esperienza del meetup di Matera, creammo un gruppo politico autonomo, iniziammo a costruire un percorso insieme, si creò un'associazione dal nome entusiasmante "Rinascita Civile" che poi diventò "Circolo Gino Giugni". Qualcuno iniziò a chiamarci i cinque moschettieri. In ogni caso portammo avanti le nostre idee di legalità, giustizia, democrazia e partecipazione. Organizzammo un incontro con Gherardo Colombo e un dibattito al Duni con De Magistris. Ci avvicinammo al partito che sembrava essere più vicino a questi temi, lo stesso che poi scelse Vulpio e De Magistris, l'IdV.
Ci accorgemmo subito, dall'interno che in realtà quello era un partito come tutti gli altri con il principale interesse e scopo di vincere elezioni ad ogni costo, anche al prezzo di candidare persone come la ex udeur Mastrosimone. Decidemmo di non uscircene subito, provammo a fare una corrente nostra, quella del circolo G.G. che dall'interno voleva rompere le scatole. In parte ci riuscimmo, i giornali parlavano del nostro tentativo, una volta Di Pietro fu costretto in una sua venuta a Matera a passare prima dalla nostra contro-conferenza e poi andare a quella ordinaria del partito. In quell'occasione si limitò a prendere nota di tutte le nostre critiche e considerazioni. Ma di fatto non cambiò nulla.
Dopo l'avventura delle elezioni provinciali con l'Idv e aver visto ancora più da vicino tutti i meccanismi che c'erano in dietro l'esperienza elettorale-partitica, decidemmo di lasciar perdere il partito.
Arrivarono le Comunali. A Mimmo Genchi che era entrato nel circolo Gino Giugni venne l'idea di creare Matera Cambia, una volta ce lo propose in riunione offrendosi come candidato sindaco. In quel periodo avevamo una certa stima per Genchi perché da consigliere comunale si era mosso per alcune battaglie civiche.
Il gruppo che si creò di uomini, donne, ragazzi e ragazze con Matera Cambia era un bel gruppo, anche la collaborazione con Sui Generis mi piacque molto. Ci si confrontava nelle riunioni anche se ovviamente si lasciava fare a chi aveva maggiore esperienza nelle elezioni comunali.
Solo dopo le elezioni io e altri ci accorgemmo che la partecipazione e il dialogo interno scemavano sempre più e che le riunioni erano gradualmente sostituite da incontri via etere, tramite mailing list il cui elenco di nomi veniva sistematicamente sempre più ridotto e sfoltito per "paura di infiltrati" manie di persecuzione o eccessiva prudenza non saprei. A decidere tutto, con chi relazionarsi e con chi vedersi erano ormai in due. Ad un certo punto per alcune mie critiche interne fui estromesso anch'io dalla mailing list e non fui il solo. Non avendo più motivi per restare me ne andai.
Ecco la mia storia che mi ha portato a distrarmi in qualche modo dal mov. 5stelle.
Cosa penso oggi del mov. 5stelle? Penso che il ruolo di Grillo sia fondamentale, come megafono e testimonial del movimento, ma penso si debba provare a lasciar maggiore spazio e fiducia anche alla base del movimento. Mi rendo conto che senza Grillo non sia possibile gestire un movimento così allargato. Certo era molto più facile ai tempi dei meetup senza politica, ma bisogna provare a correggere alcuni aspetti interni, vedi portale nazionale e comunicazioni e sinergie tra regioni diverse, alla fine ogni regione naviga su propri binari. Sarebbero utili degli incontri nazionali annuali e dei referenti locali a turnazione.

Mingle Forum by cartpauj
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