Nella giornata di ieri l’amministratore unico di Acquedotto Lucano (AL), Giandomenico Marchese, ha nominato il “nuovo” direttore generale, Enrico Gerardo Marotta, ingegnere idraulico già dirigente a tempo indeterminato della Società. Voglio ricordare che Marotta ha già ricoperto dal 2005 al 2015 l’incarico di direttore generale di Acquedotto Lucano, la più grande azienda pubblica della Basilicata e tra le principali utility del Mezzogiorno nella gestione del sistema idrico integrato, per dimensione, complessità e numero di comuni serviti. Ricorco anche che il capitale sociale è attualmente detenuto dalla Regione e da 119 Comuni che hanno versato simbolicamente un euro per ciascun residente, quindi parliamo di una società ago della bilancia nella spartizione di potere in atto da decenni nella nostra regione, e che si è accentuata nelle ultime settimane, nonostante il regime di prorogatio e la legislatura abbondantemente scaduta.

La società dal 16 maggio 2018 è guidata dall’amministratore unico Giandomenico Marchese. La sua candidatura fu presentata da venti sindaci in rappresentanza del 70% dell’assemblea, oltre che dall’ormai ex Presidente Marcello Pittella, che in questo modo decise di affidare Acquedotto Lucano proprio a uno dei “suoi” direttori generali.

Rileggendo a ritroso la storia dell’ultimo anno della società, sembra che il cerchio si stia chiudendo, a meno di due mesi dalle elezioni regionali sembra che per il PD e soci l’occupazione delle postazioni di potere, sia diventata l’unico obiettivo, affinché si mantenga in piedi il “Sistema”. Ricordo anche le ultime nomine dei direttori generali nella Sanità lucana. Nomine a effetto domino, per rafforzare possibili future coalizioni?

Il gattopardismo lucano è quindi in piena attività, ma i cittadini lucani il 24 marzo questa volta spezzeranno questo cerchio vizioso, scegliendo il vero cambiamento. Si rassegnino i cortigiani e gli incensatori seriali, tra cui esponenti politici, amministratori locali e sindaci che in questi giorni stanno cercando di ingraziarsi il favore del loro “dominus” per mantenere i propri privilegi, ignorando ancora una volta il grido di dolore della società lucana.

Gianni Leggieri
Consigliere Regionale M5S Basilicata