Quel pasticciaccio del bilancio. Le sorti della regione in mano a una classe politica inadeguata.

Ancora una volta abbiamo la prova della giustezza delle nostre affermazioni e della inadeguatezza di questa classe politica. All’esito infatti dei rilievi della Corte dei Conti, permangono tutti i dubbi sui conti della Regione e restano in piedi le perplessità su una gestione clientelare della cosa pubblica.

Ma andiamo con ordine.

Con deliberazione n. 45 del 9 novembre 2016 la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti deliberava la NON PARIFICAZIONE della Proposta di Rendiconto della Regione Basilicata per tutta una serie di ragioni specificamente elencate. Con delibera n. 1430 del 7 dicembre 2016, la Giunta Regionale – allo scopo di adeguarsi al giudizio della Corte, deliberava all’unanimità di emendare la DGR n. 684 del 22.06.2016 e n. 866 del 22.07.2016. In tal modo la Regione sostanzialmente affermava di andare nella direzione indicata dalla Corte dei Conti.

Successivamente, con Legge Regionale n. 31 del 30 dicembre 2016 veniva approvato il Rendiconto Generale della Regione relativo appunto all’esercizio 2015 con gli emendamenti previsti dalla Giunta Regionale. Rispetto a tale atto si apriva quindi l’attività di controllo della Corte dei Conti al fine di verificare l’adeguamento in concreto del Rendiconto ai rilievi ed alle misure correttive richiesta appunto con la deliberazione n. 45/2016.

L’esito di questa attività istruttoria e di controllo è la Deliberazione n. 73 del 2017 della sezione regionale di controllo per la Basilicata della Basilicata che da un quadro sconcertante dell’operato della Regione.

Senza entrare nei tecnicismi contabili, è bene evidenziare come nelle 80 pagine che compongono la pronuncia dei giudici contabili ci si imbatte svariate volte in espressioni del tipo “i riscontri forniti non sono risultati idonei ai fini del superamento del rilievo….”, oppure “alla luce delle risultanze istruttorie è emerso che in realtà i correttivi, per come apportati, sembrano essere stati effettuati solo nella forma, funzionalmente a non far emergere gli importi negativi originariamente registrati…”  e ancora “alla luce del confronto incrociato (…) permangono le perplessità formulate in sede istruttoria”.

Giudizi sui singoli rilievi effettuati con la mancata parificazione che portano la Corte dei Conti ad esprimere una ulteriore bocciatura dell’operato della Giunta regionale con un giudizio tranciante che prevede che la Legge Regionale n. 31 del 2016 risulta aver recepito parzialmente i rilievi contenuti nella deliberazione n. 45 del 2016.

Conseguenza di ciò è il mancato recepimento del rilievo principale formulato dai giudici contabili ovvero la riconduzione della complessiva costruzione del bilancio ai principi di veridicità, attendibilità e sostenibilità prospettiva.

Tutto ciò dimostra che la Regione Basilicata sta giocando una partita con carte truccate e senza rispettare le regole del gioco. Un gioco però pericoloso che rischia ancora una volta di ripercuotersi sui cittadini e su chi in futuro avrà il compito di guidare questa Regione e di risollevarne le sorti.

Gianni Leggieri
Capogruppo M5S Basilicata

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