Così l’azzardo distrugge l’economia della Basilicata: oltre 750 milioni bruciati nel 2016.

Nel 2016 la Basilicata, dati dei Monopoli di Stato alla mano,  ha bruciato oltre 750 milioni di euro (495 milioni in provincia di Potenza e 258 milioni in provincia di Matera):  tutti soldi che finiscono in un vortice che distrugge ricchezza e potere d’acquisto, in un settore che ha ben poco a che fare con l’economia reale, danneggiando il commercio e l’indotto di quelle imprese che già sopravvivono tra mille difficoltà. Raccapricciante ciò che emerge se si mettono a confronto i dati dell’azzardo con quelli della  popolazione regionale: il risultato è una spesa media a famiglia per il gioco d’azzardo pari a 3.100 euro  l’anno (un obolo di 265 euro al mese).

Se si considera che per l’Istat la spesa mensile delle famiglie lucane nel 2016 è stata pari a 1.980 euro mensili, circa il 13% evapora nel gioco d’azzardo, per “tentare la sorte”! Un dato angosciante in una terra che è tra le più povere di tutto lo stivale. Ogni euro bruciato in Slot, Vlt, Online, Gratta e Vinci viene sottratto all’economia sana e produttiva, aggravando ulteriormente la crisi economica e sociale. Quanto agli aspetti occupazionali, il settore del gioco d’azzardo non genera nè tutela i posti di lavoro: anzi li distrugge, come ha ben spiegato l’economista Maurizio Fiasco della Consulta anti-Usura della CEI.

Dei 750 milioni rastrellati nel 2016 dal settore del gioco d’azzardo, ben 300 milioni provengono da slot e videolottery, ormai selvaggiamente diffuse su tutto il territorio regionale.

Questi numeri appaiono ancora più preoccupanti se si considera l’impatto sociale del gioco d’azzardo: la ludopatia rappresenta una vera e propria emergenza oltre che un ulteriore fardello per il sistema sanitario regionale.

Inoltre, come la Relazione annuale dell’antimafia ha denunciato, il flusso di denaro che viene ripulito dalle organizzazioni mafiose anche nelle VLT-Slot-Online, formalmente legali, ma sempre più spesso collegate alla criminalità organizzata.

Dinanzi ad un quadro così fosco, i Sindaci e amministratori comunali non dovrebbero avere tentennamenti e attivarsi per rendere effettiva l’applicazione della Legge Regionale 27 ottobre 2014, n.30 , recante “Misure per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (G.A.P.)” e che, ad esempio, stabilisce che le slot e gli esercizi dove si pratica gioco d’azzardo debbano essere situate a non meno di 500 metri di ospedali, luoghi di culto, scuole, centri sociali e altri luoghi “sensibili” .

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
M5S Basilicata – Consiglio Regionale

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