Il consorzio ASI Potenza affonda e Pittella si affanna per dargli ossigeno.

Oggi il consiglio regionale si è reso protagonista di una delle pagine più deprimenti di questa X legislatura: Pittella è costretto a mettere pezze per continuare a dare ossigeno al fallimentare Consorzio di Sviluppo Industriale della Provincia di Potenza.
Consorzio rimasto da poco orfano del proprio amministratore unico, quell’Antonio Bochicchio primo dei non eletti del Partito Socialista che, vista la ‘mala parata’, ha deciso di dimettersi per occupare lo scranno in consiglio regionale lasciato libero da Pietrantuono buttando all’aria gli accordi prematrimoniali con i colleghi di partito Valvano e Rossino. Proprio le sue dimissioni, stando a quanto reiteratamente riportato nella relazione accompagnatoria al disegno di legge, hanno definitivamente fatto precipitare la situazione del Consorzio industriale potentino rendendo urgente l’ennesimo provvedimento di salvataggio adottato quest’oggi dalla maggioranza pittelliana.

Sconcertante la totale nonchalance con la quale Pittella stava per sottrarre circa 1,2 milioni di euro al finanziamento delle prestazioni sanitarie rientranti nei livelli essenziali di assistenza “superiori” ai LEA (c.d. LEA aggiuntivi, o extra LEA). Grazie al nostro intervento è stata fatta parziale marcia indietro. Le somme necessarie al Consorzio per iniziare a pagare i debiti accumulati con ARGAIP (società dei Giuzio, cui è affidata la gestione e manutenzione delle aree industriali) verranno attinte da altre missioni e programmi. Tuttavia rimane l’ipoteca su altri 530 mila euro che verranno sottratti agli extra lea per provvedere allo smaltimento dei fanghi rivenienti dal trattamento dei reflui industriali.

E’ inaccettabile che per salvare, per l’ennesima volta, il Consorzio ASI Potenza, la versione del disegno di legge arrivata in consiglio deve attingere da un capitolo di spesa oggetto di frequenti tagli lineari, ma di grandissima importanza per tutti quei pazienti affetti da altre gravissime patologie, quali Alzheimer, SLA ma anche patologie oncologiche terminali.

Era l’ottobre 2014 quando la maggioranza pittelliana approvava il disegno di legge che prometteva di risanare e rilanciare i consorzi industriali lucani. Ma, a soli 3 anni dall’approvazione, uno dei consorzi è nuovamente in via di commissariamento. Nella relazione agli emendamenti da noi proposti all’epoca segnalavamo l’insostenibilità dello schema organizzativo degli attuali “Consorzi” Industriali e da allora nulla è cambiato. I consorzi non appaiono (da tempo) essere più in grado di rispondere alle finalità originarie (statutarie) come quella di stimolare, agevolare, sostenere e supportare lo sviluppo di iniziative imprenditoriali serie e stabili che vogliano localizzarsi e crescere nelle aree industriali (che sono in 5 per Matera e 9 per Potenza). Anziché rappresentare un centro di unificazione e accentramento (quindi, semplificazione massima) delle competenze amministrative, i Consorzi industriali si sono purtroppo trasformati in un altro “livello di potere” e di discrezionalità amministrativa che si aggiunge ai numerosi già esistenti (Stato – VV.FF – Regione, Provincia, Comune, Asl, ecc.). Per fare un esempio, per un imprenditore che voglia trasferirsi in uno dei tanti capannoni vuoti o dismessi presenti nelle aree industriali, il Consorzio non è assolutamente in grado di dare tempi e costi per l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni di legge.  Il dissesto finanziario ormai “strutturale” del Consorzio industriale di Potenza (la cui esposizione debitoria è di almeno 45 milioni di euro) è l’ulteriore drammatica dimostrazione del naufragio di questo irresponsabile governo regionale ormai sciattamente impegnato nell’inseguire emergenze, senza alcuna seria e concreta prospettiva per il futuro.

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
Portavoce M5S Basilicata Consiglio Regionale

 

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