La mitosi del PSI in Consiglio Regionale: come raddoppiare le poltrone e vivere felici.

Chi pensava che solo le cellule degli organismi viventi potessero sdoppiarsi, d’ora in avanti, dovrà ricredersi. La cellula Pietrantuono si è infatti duplicata dando luogo, per mitosi, alla cellula Rossino che, da settembre, siederà nei banchi del Consiglio Regionale lucano. Le poltrone sono poche? Gli equilibri della maggioranza pittelliana scricchiolano? Troppe rivendicazioni per un numero non infinito di incarichi da spartire? Nessun problema: si raddoppiano le poltrone.

Il PSI di Livio Valvano, che giorni fa si aggirava con fare circospetto nei dintorni del Palazzo di via Verrastro, la soluzione se l’è prefabbricata in casa: Pietrantuono si dimette da consigliere, restando assessore, e libera una seggiola a favore del secondo dei non eletti – lauriota come l’ex gladiatore Pittella –  avendo il primo degli eletti (già amministratore unico del Consorzio Industriale di Potenza) rinunciato ad entrare nel parlamentino lucano (a detta degli organi di stampa).

Geniale, no? Il sindaco-segretario socialista ha già messo le mani avanti rispetto alle critiche che sicuramente sarebbero arrivate quei cattivoni dei “populisti” rispetto a questa operazione di alta ingegneria “biopolitologica”: Valvano ha asserito che la duplicazione delle poltrone è necessaria per ripristinare l’agibilità politica, ristabilendo la rappresentanza per i socialisti in Consiglio Regionale. Viene da chiedersi se a Pietrantuono glielo abbia prescritto il medico di fare l’assessore, cagionando questo irreparabile vulnus al suo partito.

Se ne facciano una ragione Valvano & soci:  noi incorreggibili populisti proprio non riusciamo a far passare sotto silenzio un atto così spudoratamente “cencellesco”. Operazione che porta con sé l’ennesimo spreco di denaro pubblico che servirà per pagare le indennità e rimborsi spettanti a Rossino, consigliere subentrante all’assessore Pietrantuono. Ci chiediamo come sia possibile che, da un lato, si affermi che, ad esempio, non ci siano fondi neppure per garantire un livello dignitoso e decoroso per il diritto allo studio e, dall’altro, si compiano operazioni simili che gravano, ancora una volta, sul bilancio del Consiglio regionale, casa di tutti cittadini lucani.

Ancora una volta si preferisce foraggiare la casta politica sottraendo risorse preziose ai cittadini. Ora si dimetteranno da consiglieri anche il neo assessore Cifarelli e Benedetto? Chi può mai dirlo: la mitosi dei socialisti lucani è esperimento che potrebbe aver successo ed essere emulato. E chissà che i luminari lucani nei prossimi mesi non consegnino agli annali della scienza una pubblicazione sulla prestigiosa rivista “Science” dal titolo “La mitosi socialista in Consiglio regionale della Basilicata”. Come raddoppiare le poltrone e vivere felici sulle spalle dei cittadini, chiosiamo noi.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

 

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