Pittella fa marcia indietro sui vitalizi: si chiude bene una delle pagine più squallide della politica lucana.

Clamoroso a Potenza: dopo la figuraccia su scala nazionale, Pittella decide di ritirare la norma (approvata appena qualche giorno fa) che facilitava l’accesso alla percezione dei vitalizi per alcuni consiglieri della IX Legislatura. Forse si tratta di una delle (rare) scelte sensate di questa legislatura in un momento in cui la credibilità istituzionale della Regione Basilicata è ai minimi storici.

Sarebbe bello scoprire i motivi reali alla base di questa scelta, soprattutto dopo la recentissima strenua difesa da parte dell’ufficio di presidenza del consiglio.
Convince molto poco la difesa di ufficio del Presidente Pittella che si è mossa sulla falsariga del ‘bispensiero orwelliano’: lo stesso Pittella che ha detto di sapere dov’è la verità sulla questione “vitalizio, esaltando la sobrietà della classe dirigente regionale è lo stesso condannato dalla Corte dei Conti a restituire 20.274,88 euro a titolo di risarcimento per «il danno prodotto alla Regione» per l’uso di rimborsi riservati a consiglieri e amministratori tra il 2010 e il 2012.

Cosa è successo nelle ultime 24 ore oltre al comunicato di Braia che, seccamente, smentiva la strenua difesa dei vitalizi prodotta da Mollica? Ma, soprattutto, chi aveva spinto per infilare di soppiatto nel blocco degli emendamenti, la norma che riapriva la possibilità di richiedere i vitalizi per gli ultimi fortunati consiglieri della IX legislatura? E chi è  il mandante ed estensore di una norma così esecrabile per la pubblica opinione e in particolare per chi in pensione ci andrà, dopo almeno 40 anni di lavoro, a quasi 67 anni?

Mollica, nel corso della conferenza stampa dell’altro giorno, ha sventolato, nemmeno tanto velatamente, chiare minacce di querela nei confronti di tutti coloro che avevano osato infangare l’onorabilità del Consiglio regionale lucano. E ora che succederà? Chi verrà querelato da Mollica?
I soliti malpensanti potrebbero supporre che la norma viene cancellata solo dopo che i presunti beneficiari hanno prontamente provveduto a versare le somme utili alla maturazione dell’odioso privilegio.

In ogni caso, e salvo approfondimenti, si chiude una delle farse più squallide messe in piedi dalla classe politica lucana. Il M5S è stata l’unica parte politica a votare nettamente contro la proposta ed a proporne subito l’abrogazione attraverso un apposito subemendamento in sede di seduta consiliare.

Archiviata questa pessima pagina ci aspettiamo una nuova conferenza stampa dell’Ufficio di Presidenza per chiedere scusa a tutti quei Lucani indignati.

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
M5S Basilicata Consiglio Regionale

 

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