Poco importa del FrecciaClub chiuso: si battano i pugni per ottenere seri investimenti per migliorare le infrastrutture e i collegamenti regionali.

Non c’è pace per il sistema dei trasporti lucani: più passano i giorni e più ci si rende conto di quanto siano obsolete e inadeguate le reti e le infrastrutture che dovrebbero collegare la nostra regione al resto del mondo. A questo si aggiunge la condizione storica di subalternità del sud rispetto agli investimenti per l’ammodernamento, condizione imprescindibile per lo sviluppo dell’intero territorio.

L’investimento regionale sul Frecciarossa è la cartina di tornasole dello stato in cui versa la condizione dei trasporti della nostra region. Se da un lato, il servizio sembra essere stato ben accolto dagli utenti (le proiezioni sull’utilizzo della tratta sembrano essere positive), dall’altro è evidente che la rete non è affatto adatta a questo genere di treno. D’altronde si era ben consci che il Frecciarossa avrebbe viaggiato sulla linea lucana con forti limitazioni rispetto alle sue potenzialità complessive.

A farne le spese, quasi a simboleggiare una sorta di legge del contrappasso, sono stati anche alcuni esponenti del mondo politico lucano. Molto eloquenti sono state le dichiarazioni dell’Assessore Franconi, anche lei, assieme ad altre decine di cittadini, abbandonata da Trenitalia sul piazzale della stazione di Napoli  a causa di un incendio sulla linea Battipaglia – Taranto. Dello stesso tenore sono stati i post facebook di uno sconsolato Vito Santarsiero rimasto bloccato sul Frecciarossa per problemi sempre sulla stessa linea. A questi, va da sé, si aggiungono le denunce di tanti altri cittadini che hanno dovuto subire disagi per la soppressione di alcune corse, senza preavviso e senza che vi fosse alcun servizio sostitutivo programmato.  

L’abbronzatissimo assessore Benedetto assicura che sono stati battuti i pugni sul tavolo per ricevere spiegazioni su questa situazione incresciosa. Incomprensibile per Benedetto il ritardo nell’attivazione degli autobus sostitutivi e, a sua detta, gravissima la mancata apertura dei locali “FrecciaClub” a Napoli, il servizio esclusivo di Trenitalia dedicato a determinate fasce di clienti.

A noi poco importa se il salotto di FrecciaClub è rimasto chiuso per qualche ora. Crediamo che sia arrivato il momento di puntare seriamente ad un adeguamento della rete infrastrutturale dei trasporti regionali ed evidenziare che i cittadini lucani, così come gli altri delle regioni limitrofe, non appartengono ad una categoria secondaria. Anziché pensare ai salottini del FrecciaClub, sarebbe opportuno promuovere  un’azione di concerto con le altre regioni al fine di richiedere seri investimenti e impegni per le infrastrutture e  trasporti in tutto il meridione d’Italia.

Un territorio senza trasporti e infrastrutture degne di questo nome è come una casa con le fondamenta di cartapesta. E’ impensabile affrontare le sfide del futuro con ferrovie obsolete, strade disastrate e mezzi di trasporto di altre epoche. Questa è una delle chiavi principali per attirare investimenti e valorizzare a pieno il territorio di questa regione che, nonostante i 1000 stupri e soprusi subiti negli anni, ha ancora la forza e il coraggio di reagire. Se non si continua in questa direzione, l’attivazione del servizio Frecciarossa sarà l’ennesimo specchietto per le allodole da utilizzare per gli spot della prossima campagna elettorale.

Leggi testo interrogazione

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

 

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