Produzione di CSS a Matera: trasparenza zero? Tutti i documenti devono essere resi pubblici.

Continua il nostro impegno per una effettiva realizzazione della “Strategia Rifiuti Zero”, perno essenziale, per ora solo sulla carta, del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) in via di approvazione.

Sono tante infatti le incongruenze che abbiamo rilevato nel PRGR: abbiamo già avuto modo di esternare le nostre preoccupazioni sulle bizzarre concezioni che alcuni consiglieri di maggioranza hanno in merito alla c.d. “economia circolare”. Proprio nei mesi cruciali di definizione del nuovo PRGR, appare inquietante poi il numero “torrenziale” di istanze di autorizzazione pervenute e pendenti presso l’Ufficio Compatibilità ambientale della Regione, relative alla costruzione di nuovi impianti per il trattamento di rifiuti.   

Una delle richieste di autorizzazione più imponenti, in termini di volumi di rifiuti che intende “trattare”, è quella presentata dalla ditta DECOM TRASPORTI Srl di Matera che ha depositato il 24 maggio 2016 una richiesta di VIA (Valutazione di impatto ambientale) per la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario, ballette che contengono una mistura di rifiuti). Non è dato conoscere con certezza la quantità e la provenienza dei rifiuti che la ditta vorrebbe trattare nell’impianto di La Martella: tali informazioni non sono disponibili pubblicamente sul portale regionale. Una mozione presentata da diversi consiglieri presso il Consiglio Comunale di Matera faceva espressamente riferimento ad un impianto capace di trattare circa 25.000 t./anno di rifiuti.  

La mozione del M5S approvata ieri in Consiglio regionale chiede, tra l’altro, di rendere pubblici proprio i documenti relativi a questo procedimento. A nostro avviso è fondamentale la massima trasparenza in un contesto, come quello della ormai internazionalmente celebrata Città dei Sassi, sulla quale incomberebbero rischi ambientali e sanitari di non poco conto. Non smetteremo mai di ricordare la richiesta di rinnovo dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) presentata da Italcementi S.p.A., multinazionale tedesca, che prevede un aumento da 12 mila a 60 mila t/anno di rifiuti da bruciare come combustibile (CSS appunto) nella cementeria situata in località Trasanello, a tre chilometri dalla capitale europea della cultura 2019.

Ci auguriamo che vengano resi pubblici al più presto i documenti relativi ai piani della DECOM e che la cittadinanza abbia al più presto una corretta e completa informazione in merito.

Altro auspicio è quello legato alla volontà politica di questa maggioranza pittelliana che troppo spesso sta strizzando l’occhio a richieste di autorizzazione che, sommate, superano  di gran lunga la quantità di rifiuti prodotti in Basilicata: è evidente che si voglia trasformare il territorio lucano, complice la rarefazione antropica, in un vero e proprio “hub” di trasformazione di migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti da altre parti d’Italia. Noi ci opporremo strenuamente a questo disegno diabolico: la Basilicata non deve diventare una sorta di “pattumiera” italiana e europea. La nostra regione e i cittadini lucani hanno già pagato e continuano a pagare, a carissimo prezzo, un’industrializzazione di vecchia concezione, priva di capacità innovativa e non sostenuta dalla ricerca, a basso tasso tecnologico e senza alcuna visione se non il brevissimo periodo. Finchè ci sarà Pittella, la litania sui siti da bonificare e le altre emergenze ambientali (scandite dalle continue fiammate del centro oli di Viggiano) saranno il nostro tragico, irrisolto stillicidio quotidiano.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

 

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