Questione Forsu, solo inganni da parte della Regione Basilicata.

La notizia apparsa qualche giorno fa sui quotidiani locali che di fatto riapre la partita degli impianti FORSU nella zona industriale di San Nicola di Melfi non ci stupisce e conferma quanto andiamo affermando da 1 anno.

La Regione Basilicata e il Sindaco di Melfi hanno solamente illuso i cittadini di Melfi e le aziende dell’agro alimentare operanti nella zona. Un inganno subdolo che è servito solamente ad affrontare con maggiore tranquillità la campagna elettorale della scorsa primavera per le elezioni amministrative della città di Melfi. I fatti oggi ci danno ragione e confermano che in questa Regione esiste una classe politica che crede di poter prendere in giro i cittadini impunemente.

Ormai il mese di dicembre si avvicina e anche la data dell’ennesima sospensiva inutile disposta dalla Regione Basilicata in attesa che si arrivi all’approvazione del Piano Regionale dei Rifiuti. Ma se questo non bastasse, ecco arrivare la notizia del ricorso al TAR presentato dalla AlphaBio contro il silenzio inadempimento della Regione Basilicata. Si apre pertanto una nuova partita davanti al Tribunale Amministrativo Regionale con la Regione che ha deciso, come ormai accade di sovente, di non costituirsi in giudizio per difendere le proprie ragioni.

Così in assenza della Regione Basilicata la prima udienza si è tenuta lo scorso 6 ottobre e i giudici hanno disposto l’acquisizione di una serie di documenti prima di decidere, oltre ad una dettagliata relazione al dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione una «dettagliata relazione amministrativa concernente la vicenda di cui è causa, comprensiva di copia di ogni atto in essa richiamato» e tutti i documenti utili. Trenta giorni di tempo per presentare la documentazione poi la causa andrà in decisione il prossimo 11 gennaio 2017. Naturalmente si spera che per quella data gli Uffici regionali eseguano le disposizioni dei giudici amministrativi. In ogni caso ci chiediamo ancora che senso ha per la nostra Regione avere un Ufficio legale se poi si disertano scientemente le aule di Tribunale e si evita di perorare le ragioni della Regione quando chiamati in causa.

Ad ogni modo, la vicenda della Alphabio è molto più complessa e siamo sicuri che non terminerà dinanzi al Tribunale amministrativo essendoci altri profili che concernono contributi pubblici per la realizzazione dell’impianto, questione che potrebbe aprire infatti le porte anche ad una causa civile.

Continuiamo a non comprendere il modus operandi della Regione Basilicata e le scelte politiche di questa classe politica che continua ad esporre i nostri cittadini a pericoli, a non programmare lo sviluppo del territorio e la gestione dei rifiuti, che continua a portare avanti scelte che sembrano favorire sempre pochi a danno di tanti. Attualmente la Regione Basilicata ha un fabbisogno di 20mila tonnellate di frazione organica che potrebbero diventare 55mila aumentando ovunque la raccolta differenziata. A fronte di questi dati, è opportuno ricordare che solo per il territorio di Melfi ci sono 4 domande di localizzazione di impianti con una capacità di trattamento di 450mila tonnellate di frazione organica.

Qualcuno prima o poi dovrà anche spiegare la logica che giustifica tutto questo.

Il capogruppo M5S Basilicata
Gianni Leggieri

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