Il disservizio vissuto dalla comunità di Campomaggiore è emblematica di come funziona questo strano Paese. Da un lato siamo obbligati a pagare una tassa odiosa per mantenere in piedi un carrozzone che di servizio pubblico conserva ben poco, dall’altro, però, non riceviamo alcuna assistenza e garanzia rispetto alla fruibilità del servizio che dovrebbe essere offerto.

Campomaggiore è solo uno dei tanti esempi di come funziona l’Italia. Oltre tutto la denuncia dei cittadini di Campomaggiore è in realtà la denuncia di moltissime comunità della nostra Regione che da quanto si è avuto il passaggio dall’analogico al digitale si trovano in una condizione decisamente peggiorata.

Ma quello che più di tutto irrita i cittadini è la mancanza di risposte e l’insuperabilità di problemi che dovrebbero essere risolti in pochi giorni. Invece accade che queste comunità, nonostante le segnalazioni, le proteste, le rimostranze, dopo anni, ancora si trovano a dover chiedere di essere trattati come gli altri cittadini italiani. I cittadini di Campomaggiore pagano il canone Rai come i cittadini di Roma e di Milano e come questi hanno diritto ad avere pieno accesso ai canali Rai.

In fondo la richiesta di questa comunità, di queste comunità, è molto semplice, oltre che legittima e dovrebbe essere interesse in primis della televisione di Stato risolvere il problema.  Così però purtroppo non è, e ci vediamo costretti ancora una volta a denunciare questa situazione assurda che non ha giustificazione alcuna.

L’appello lo lanciamo a tutti coloro che hanno responsabilità in questa vicenda assurda e che possono fare qualcosa per risolvere il problema. Si tratta di un problema che può e deve essere risolto nel più breve tempo possibile e auspichiamo che questo avvenga senza dover ricorrere ad ulteriori solleciti.

Capogruppo M5S Basilicata
Gianni Leggieri

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