“Election day”: si potrebbero risparmiare ben 400 milioni di Euro, ma Renzi e Alfano preferiscono di no.

In attesa di conoscere l’esito del conflitto di attribuzione sollevato innanzi alla Corte Costituzionale da sei delle dieci regioni che hanno promosso i quesiti referendari (Abruzzo, Calabria, Molise e Campania si sono “ritirate”), il dibattito si è spostato sulla proposta di ‘election day’ ovvero l’unione del voto sul referendum contro le trivelle e delle elezioni amministrative, unione che consentirebbe  un risparmio per le casse dello Stato di ben 400 milioni di euro.

Certo, chiedere l’election day proprio al governo Renzi, detto “il Bomba” fiorentino, favorevole alle trivelle in mare e in terra, è davvero troppo. La risposta prevedibilmente negativa è già stata anticipata dall’illustre statista Angelino Alfano, leader del partitino Ncdcostola ex-berlusconiana che “coerentemente” sostiene Renzi, il “berluschino”. Alfano, dopo aver fatto incetta di sottosegretari, ha addotto presunte motivazioni di natura tecnica alla base del parere negativo. Alfano ricorre all’ennesima truffa semantica, l’ennesima supercazzola che sottende un inutile spreco di denaro pubblico tutto in favore degli interessi potentissimi che muovono le fila delle varie marionette nei palazzi del potere.

Nel frattempo non possiamo che accogliere favorevolmente la marcia indietro del’ UNMIG, che ha rigettato (alcune totalmente e altre parzialmente) 27 istanze in mare entro le 12 miglia e della Petroceltic che ha abbandonato il progetto di ricerca nel paradiso delle Tremiti.

Sono segnali importanti, frutto di una costante mobilitazione dei cittadini sui territori e che hanno portato maggiore consapevolezza alla popolazione su questi temi. Tuttavia non è sufficiente cantare vittoria su queste repentine e tattiche marce indietro da parte di governo e compagnie estrattive. La vittoria del SI’ al referendum e quindi l’abrogazione delle norme contenute nello Sblocca Italia, rappresenterebbe il coronamento di anni di mobilitazione  e l’ufficializzazione dello slogan “Giù le mani dal nostro mare, nonchè l’inizio di un percorso volto a ridefinire una nuova strategia energetica nazionale che sia da modello per tutto il mondo e   improntata su un modello di reale sostenibilità.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

 

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