A fianco delle aziende agroalimentari di San Nicola di Melfi contro i nuovi impianti FORSU

E’ arrivato il momento di vederci chiaro perché in materia di gestione dei rifiuti, di ambiente e di tutela della salute pubblica sono troppe le contraddizioni di questa Regione e rimangono tante le ferite aperte. Ai problemi di tutti i giorni che ben sono noti ai cittadini e che le istituzioni continuano sistematicamente ad ignorare, si sono aggiunti nell’ultimo periodo nuovi pericoli, nuove preoccupazioni, nuovi progetti a dir poco scellerati.

E’ il caso degli impianti già autorizzati nella zona industriale di San Nicola di Melfi, nonostante le rimostranze dei mesi scorsi del Movimento 5 Stelle di Basilicata e delle aziende dell’agro-alimentare che operano da anni nella zona industriale di Melfi.

Addirittura siamo arrivati a 4 impianti che dovrebbero trattare rifiuti (nello specifico la c.d. frazione organica) e che potrebbero vedere la luce in breve tempo, vista anche l’accelerazione impressa all’iter autorizzativo e al disbrigo di tutte le varie pratiche burocratiche.

Al di là delle questioni che attengono all’iter amministrativo che ha portato al rilascio dei permessi per la realizzazione di tali impianti, rispetto alla quale saranno le autorità competenti ad esprimersi, resta in piedi il nodo politico.

Per questo ci chiediamo e chiediamo al Presidente Pittella se è concepibile che in mancanza di un Piano Rifiuti Regionale si assista al proliferare di impianti per la lavorazione e la trasformazione della frazione umida. Ci chiediamo e poniamo identico interrogativo al Presidente della Regione se è possibile assistere a questo scempio del nostro territorio, a questa grave mancanza di programmazione, a questo vero e proprio Far West dovuto dalle inadempienze della Giunta da lui guidata.

Siamo costretti a subire una vera e propria colonizzazione ad opera di società e multinazionali che hanno individuato nella Regione Basilicata a una vera e propria terra dell’oro, il luogo ideale dove fare affari senza troppi problemi. Mancanza di regole, mancanza di controlli e assenza totale di programmazione, unitamente ad una connivenza politica, fanno si che chiunque può venire in questa Regione ed impiantare un mega impianto eolico, anche a ridosso di un antico castello, un pozzo petrolifero, magari a pochi metri da un centro abitato o da un ospedale, o ancora un impianto FORSU, magari in una zona già caratterizzata dalla presenza di aziende agroalimentari.

Ecco si, questa è la Basilicata vista dalla parte di chi vuole fare speculazione. E’ chiaro che la domanda delle domande è sempre la stessa e attendiamo ancora di ottenere una risposta: a chi giova veramente questa situazione ? Chi trae vantaggio da questo modo di gestire la cosa pubblica da parte della Regione ?

Nella speranza di riuscire prima o poi ad ottenere una risposta e in attesa che qualcuno della Giunta si svegli e si degni di intervenire, occorre attivarsi e sostenere con decisione le legittime istanze di cittadini, amministratori locali e aziende che vedono nei progetti che si vogliono realizzare nella zona industriale di San Nicola di Melfi un concreto pericolo per la salute, per l’ambiente e anche per l’economia locale.

La Regione Basilicata e, in questo caso, l’area del Vulture ha già dato e non può permettersi di sostenere ulteriori agenti inquinanti. Parliamo di un’area con una concentrazione di soggetti inquinanti rilevanti: due discariche (Atella e Venosa); un inceneritore nella zona di San Nicola di Melfi (FENICE), un cementificio (quello sito in territorio di Barile), oltre la stessa FCA Sata. Come se la presenza di questi “mostri” ambientali non bastasse, si concretizza oggi la possibilità di vedere a breve addirittura 4 nuovi impianti per il trattamento di rifiuti, sempre nell’area di San Nicola di Melfi.

E’ chiaro che si tratta di progetti che si vanno ad inserire in un territorio già fortemente penalizzato e martoriato da un punto di vista ambientale. Un territorio che si deve mobilitare e che deve pretendere dalla Regione Basilicata maggiore rispetto ed attenzione. A questo punto occorre mettere in campo tutte le azioni possibili per arginare questa situazione, azioni che devono essere portata avanti da tutti, cittadini ed istituzioni.

Il consigliere regionale M5S
GIANNI LEGGIERI

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