Zona industriale di San Nicola di Melfi trasformata nella nuova discarica d’Italia

Da un po’ di giorni a questa parte il dizionari politico lucano si è arricchito di un nuovo acronimo: FORSU. Come se di parole strane e pericolose, di sigle e di acronimi di cui diffidare già non ce ne fossero abbastanza. Purtroppo si tratta di un acronimo venuto alla ribalta a seguito della scoperta di ben 3 progetti in via di realizzazione presso la zona industriale di San Nicola di Melfi per il trattamento della frazione umida dei rifiuti e la produzione di energia elettrica. Nello specifico per FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) si intende il materiale proveniente dalla raccolta differenziata dell’organico. Si tratta di residui di cibo o preparazioni alimentari e frazioni assimilabili, come carta per alimenti sporca di residui alimentari e rappresenta circa il 30/40 % dei rifiuti. Bene, nella zona industriale di San Nicola di Melfi si prevede la realizzazione di ben 3 impianti per il trattamento della FORSU, impianti che prevedono di stoccare circa 260 mila tonnellate (ovvero 2 milioni e 600 mila quintali) annue. Da dove arriveranno tutti questi rifiuti ??? Non certamente dalla Basilicata.

Già in passato abbiamo avuto modo di esprimere forti perplessità su questi progetti e sulla loro realizzazione in una zona già particolarmente devastata dal punto di vista ambientale a causa della presenza dell’Inceneritore Fenice. Ma oggi, dopo un attento sopralluogo e dopo una verifica dei siti in cui dovrebbero essere allocati gli impianti non possiamo che dirci basiti da quello che abbiamo visto. Solo nella nostra Regione si può infatti autorizzare la costruzione di un impianto per la gestione dei rifiuti a pochi metri da uno stabilimento alimentare. Solo in questa terra si può autorizzare un secondo impianto a due passi da un maltificio. Soltanto in questa parte del mondo si possono addirittura immaginare 3 diversi impianti a distanza di poche centinai di metri l’uno dall’altro e tutti e tre a pochissima distanza da un eco mostro come Fenice. Ma ciò che ancora di più ci lascia perplessi è la rapidità con la quale sono state concesse autorizzazioni e pareri, nonché la facilità con la quale tutti gli organi si sono espressi in favore di questi tre progetti.

Nonostante le rimostranze della Barilla e delle altre aziende dell’agro alimentare presenti in zona, fortemente contrarie a questi progetti, nonché le denunce dello stesso Movimento 5 Stelle, in tutta fretta e in gran segreto sono già state consegnate le chiavi del lotto dove dovrà essere allocato uno degli impianti. Questo naturalmente in barba a tutte le perplessità ed i dubbi sollevati. Possibile che nessun ente abbia pensato all’impatto di questi tre impianti rispetto alle imprese presenti e rispetto al territorio già martoriato ??? Possibile che nessuno in Regione Basilicata abbia mai sentito parlare del divieto di cumulo enunciato in materia di tutela ambientale a livello europeo ??? Possibile che i politici lucani non siano interessati alle conseguenze che questi 3 impianti avrebbero per l’intera zona industriale di San Nicola di Melfi dove esistono aziende che operano nel settore agro alimentare ??? E’ chiaro che la materia merita più di un approfondimento e non solo da parte della politica.

A questo punto non possiamo nasconderci dietro un dito e non ricordare che troppo spesso la cronaca ha dimostrato che dietro ai rifiuti si celano business non sempre trasparenti e che spesso gli interessi in gioco sono interessi “sporchi”. Ai Sindaci dei Comuni di Melfi e Lavello chiediamo immediatamente di invocare il principio di cumulo per impedire la realizzazione di questo nuovo scempio. Alla Regione Basilicata chiediamo di intervenire per bloccare tutto e chiediamo una commissione speciale per analizzare a fondo il tema e per capire se vi sono rischi di infiltrazioni criminali nella nostra Regione proprio attraverso la gestione dei rifiuti. Alle autorità competenti chiediamo invece di vigilare, di controllare, perché gli interessi economici sono tantissimi e il rischio di infiltrazioni è molto alto. Certo, al momento non abbiamo prove, ma solo timori, ma stiamo predisponendo un dossier che nei prossimi giorni consegneremo alla Procura della Repubblica di Potenza per chiedere chiarezza su diversi aspetti di tutta questa storia che restano oscuri. Si tratta di atti che riteniamo doverosi per tutelare il nostro territorio.

Il Portavoce Regionale M5S
GIANNI LEGGIERI

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