Strane presenze nella pasta lucana per gli indigenti di Anzio (Roma).

Nel Paese della pasta, l’alimento che contraddistingue la cucina Italiana in tutto il mondo, vedere delle immagini come quelle inoltrateci da una attivista di Anzio (Roma), fa una certa impressione e desta motivate preoccupazioni.

Si tratta di alcune confezioni di pasta da destinare agli indigenti che, come si può vedere dalle foto allegate all’interrogazione, mostrano la presenza di insetti, presenza che sarebbe riconducibile alle uova di “Tenebrio molitors” di cui potrebbe essere infestato  il frumento utilizzato per produrre la farina da cui sarebbe stata ottenuta la pasta. La pasta proverrebbe  da una ditta lucana. La ditta, nell’ambito del programma annuale operativo 2014 per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti, sarebbe risultata affidataria del servizio di fornitura di pasta di semola di grano duro per un importo di € 8.400.000,00 + IVA.

Siamo ben consapevoli che la tanto osannata globalizzazione dei mercati ha spinto verso il basso il livello qualitativo dei prodotti di qualsiasi genere, creando scompensi nei mercati e spesso distruggendo le eccellenze locali. Nei nostri occhi ci sono le immagini delle navi d’oltreoceano attraccate al porto di Bari per scaricare svariate tonnellate di grano ‘utili’  a coprire il fabbisogno dei pastifici pugliesi e lucani. Grano che percorre migliaia di km con  inevitabili conseguenze sullo stato di conservazione del prodotto e che spesso non viene sottoposto a dovuti controlli di qualità.

Non è nostra intenzione accusare la ditta in questione, né tantomeno creare facili allarmismi: il nostro obiettivo è quello di verificare che gli enti preposti al controllo degli alimenti svolgano correttamente il loro lavoro. A seguito della modifica della Costituzione nel 2001, il tema della sicurezza degli  alimenti è divenuto materia le cui responsabilità sono condivise tra le Autorità nazionali e regionali; tuttavia, tutti i compiti amministrativi nella suddetta materia (sicurezza  alimentare) sono stati trasferiti alle Regioni; le Regioni hanno pertanto la responsabilità, all’interno del proprio territorio, della pianificazione, dell’indirizzo e coordinamento, del rilascio delle autorizzazioni e  della verifica dei controlli, anche sulla produzione.

Si tratta pur sempre di un prodotto proveniente dalla nostra regione ed è per questo che abbiamo chiesto chiarimenti alla giunta regionale per conoscere eventuali azioni e provvedimenti che si intendono adottare a tutela della salute degli indigenti destinatari degli aiuti alimentari. Auspichiamo inoltre, l’attuazione di immediati controlli sulla qualità delle forniture di pasta (nonché delle altre derrate alimentari) prodotte da ditte  lucane e distribuite per le finalità previste.

Leggi interrogazione e guarda le foto.

Gianni Perrino
Capogruppo M5S Basilicata – Consiglio Regionale

 

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