Con la finanziaria (adesso la chiamano “legge di stabilità”) regionale approvata all’inizio del 2015, la Giunta regionale di Basilicata si è resa protagonista dell’ennesimo brutto pasticcio e delle sue conseguenti nefaste ricadute sui cittadini meno abbienti e più deboli. Ci riferiamo allo scriteriato taglio “lineare” dei contributi a emofiliaci, talassemici, nefropatici disposto con l’art 21 della L.R. 5/2015. Dopo aver bellamente ignorato gli emendamenti del M5S Basilicata – che volevano ripristinare da subito i contributi già in legge di stabilità regionale 2015 -, Pittella fu costretto ad una imbarazzante e precipitosa marcia indietro, anche a seguito delle dure e sacrosante proteste messe in campo dai pazienti dializzati nel febbraio scorso: approvò in fretta e furia una legge ad hoc (la L. 18 dell’11 maggio 2015) con la quale ripristinava per il 2015, ma solo sulla carta, i seguenti contributi: ai malati con un ISEE fino a 14 mila euro, spetta un importo di euro 240,00 mensili; mentre a quelli con un ISEE compreso fra 14.001 mila e 21 mila euro, un importo di euro 120,00 mensili.
Nonostante la legge regionale e i roboanti proclami pittelliani, la situazione è tutt’ora per niente commendevole: soldi ancora non se ne vedono; molti ostacoli ancora si frappongono al definitivo sblocco dei fondi destinati ai pazienti. La risposta dell’assessore Franconi ad una nostra interrogazione del 16 settembre fotografa lo stato confusionale della giunta su una questione tanto delicata quanto urgente ovvero sul supporto economico ai malati di patologie così gravi e invalidanti.

I fondi relativi all’annualità 2014 (e il saldo degli ultimi 3 mesi del 2013) dovrebbero essere finalmente erogati agli aventi diritto (emofiliaci, nefropatici, talassemici) grazie ad una delibera di giunta che verrà approvata nei prossimi giorni. Per il triennio 2015, 2016, 2017, invece, i fondi risultano bloccati a causa dell’impugnativa da parte di Renzi dellalegge regionale (la n. 14 del 2015 recante “Disposizioni in materia di veicoli ultraventennali”) dalla quale Pittella auspicava di ricavare i soldi mancanti (quelli tagliati in un primo momento con l’art. 21 della finanziaria regionale 2015): 2 milioni 670 mila euro per ciascuna delle annualità 2015, 2016, 2017.

La Giunta Pittella, ancora una volta, continua a palesare un’evidente inadeguatezza e una preoccupante tendenza all’improvvisazione, ormai vere e proprie costanti nel suo stile e metodo di governo. Il M5S Basilicata monitorerà questa intricata situazione affinchè venga ripristinata, prima possibile, la regolarità nell’erogazione dei fondi agli emofiliaci, talassemici, nefropatici lucani. Per il futuro non ci resta che auspicare che Pittella mostri una maggiore propensione al senso di responsabilità: non è assolutamente possibile che per tentare di risparmiare circa 2.500.000 di euro all’anno (una cifra ampiamente recuperabile in qualche oscuro anfratto del bilancio regionale, tagliando solo qualcuno dei numerosi sprechi e privilegi che ivi si annidano), si possa giungere a negare il diritto alle cure, alle terapie salvavita ed all’assistenza a chi ne ha più bisogno. E’ chiaro che il modello di assistenza e di sanità che ha in mente Pittella, in perfetta assonanza con quello renziano, è quello della fine della gratuità delle cure per i poveri e meno abbienti, della drastica diminuzione nella qualità e nella quantità delle prestazioni del pubblico a vantaggio delle cliniche private. Se è questo il suo disegno, Presidente Pittella, superfluo rammentarle che troverà la durissima opposizione del M5S di Basilicata.                                                                                

Gianni Perrino
Capogruppo M5S Basilicata – Consiglio Regionale

 

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