2015-2017 Odissea nell’ARPAB: pur spendendo oltre 9 milioni di euro per il personale, Schiassi ammette che l’Agenzia non è in grado di svolgere le prestazioni obbligatorie per legge!

In attesa dell’approvazione definitiva in Consiglio dei bilanci preventivi per il 2014 (quello “fantasma”) e 2015 di ARPAB, la Seconda Commissione Consiliare ha approvato nella seduta del 25 giugno scorso il Bilancio di Previsione pluriennale relativo al triennio 2015/2017.
Purtroppo, niente di nuovo sotto il sole: Schiassi conferma quanto di negativo già era noto sulla carente operatività dell’ARPAB e dimostra la propria evidente inadeguatezza a proporre a Pittella valide soluzioni ai gravi problemi che affliggono l’importante agenzia regionale di monitoraggio ambientale. Schiassi, potenziale emulo di Schettino, traccia una “rotta di navigazione” dell’ARPAB nei prossimi tre anni che si annuncia pericolosamente simile a quella seguita dal “Titanic”.

Per questo motivo, il M5S Basilicata ha espresso in commissione ed esprimerà in Aula voto contrario, auspicando una seria riforma di un’Agenzia assai importante per la nostra terra. Di seguito vi proponiamo una analisi del bilancio discusso in commissione.

Anzitutto, il Bilancio di previsione pluriennale si presenta in maniera fortemente contradditoria: da un lato, ribadisce finalità (più o meno, grossomodo) condivisibili; dall’altra sottolinea pesanti criticità, rispetto alle quali non indica alcuna “via d’uscita”, e che, quindi, rendono quasi impossibile perseguire le stesse finalità e gli obiettivi preventivati.

Ecco  le finalità che ARPAB si pone nel triennio 2015-2017:

ARPAB BASILICATA

1) Prima forte criticità che rende quasi impossibile perseguire le sopra indicate finalità: la spesa del personale che assorbe quasi tutto il contributo della Regione Basilicata:

ARPAB BASILICATA

Al costo del personale ARPAB si somma quello “migrato” ad ARPAB da Metapontum AGROBIOS (cui si applica un contratto di diritto privato meglio retribuito rispetto a quello pubblico, creando in tal modo una disparità ingiustificata). Per sostenere tale costo più quello di funzionamento della sede di Metaponto (complessivamente per 2.925.000 euro) la Regione dà all’ARPAB altri 2.581.000 euro:

ARPAB BASILICATA

Insomma le risorse che la Regione fornisce ad ARPAB sono spese quasi totalmente per il personale ARPAB+ex AGROBIOS. Complessivamente i trasferimenti sono i seguenti:

ARPAB BASILICATA

Da sottolineare che il personale costa tanto ma, nonostante ciò, è definito da Schiassi “insufficiente nella sua composizione quali-quantativa”!

Questa situazione, insostenibile e paradossale, ha reso l’operatività dell’ARPAB fortemente dipendente dai trasferimenti regionali e quindi, per stessa (incredibile) ammissione di Schiassi, l’ARPAB NON E’ IN GRADO DI SVOLGERE LE PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER LEGGE:

ARPAB BASILICATA

Schiassi mette nero su bianco che l’ARPAB non è in grado di far fronte ai suoi compiti istituzionali: su tutti, non è in grado di effettuare un monitoraggio ambientale affidabile e efficiente!
ARPAB BASILICATA

ARPAB BASILICATA

Schiassi cosa propone dianzi ad un simile disastro? Quali soluzioni? Razionalizzazione delle spese ovvero tagli degli sprechi, anche una diminuzione dei costi del personale, in primis dei dirigenti, passando attraverso un accordo, sempre possibile, con i sindacati? E a fronte della realizzazione di un piano di rilancio simile, più soldi dalla Regione? Nooo! Niente di tutto ciò!

Schiassi propone, forse provocatoriamente, di aumentare le prestazioni non obbligatorie, quelle a pagamento rese anche a soggetti privati: proprio quelle prestazioni che hanno determinato la crisi operativa  dell’ARPAB sulle prestazioni obbligatorie (monitoraggi e controlli AIA!!!)

Insomma, anziché varare un piano di rilancio serio, articolato, che vada, tra l’altro, a sanare definitivamente la intollerabile (e illegittima?) acquisizione del ramo d’azienda e dei dipendenti migrati da ex Metapontum Agrobios, Schiassi sceglie di “dire e non dire”, di denunciare le criticità che bloccano l’ARPAB senza proporre alcuna via d’uscita. Tenuto conto che stiamo parlando dell’Agenzia di controllo ambientale e, quindi, della prevenzione primaria in materia di impatto sulla salute delle attività inquinanti, siamo di fronte a una vera e propria “reticenza” da parte di Schiassi che si traduce in “omissione” nella definizione di un quadro programmatorio che consenta di superare l’attuale impasse, inaccettabile e vergognosa.

E’ ridondante, lo sappiamo, ma chiediamo per l’ennesima volta le dimissioni del direttore Schiassi per poi avviare una seria riforma dell’agenzia che abbia alla base una ottimizzazione delle risorse di personale.

Che sia chiaro, la colpa della disastrosa situazione attuale non è imputabile esclusivamente ad Aldo Schiassi: le responsabiltà vanno ricercate anche nell’operato dei politici lucani, passati e presenti, che troppo spesso hanno subordinato il bene comune a mere logiche clientelari. ARPAB, il dissesto della città di Potenza, precari disseminati nei vari enti regionali che bussano per essere stabilizzati: sono queste le “Odissee” che ci tocca vivere e subire, diretta conseguenza di questo modo sciagurato e irresponsabile di fare politica!

Gianni Perrino
Capogruppo M5S Basilicata – Consiglio Regionale

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