Registro Tumori Basilicata: scetticismo nella modalità di aggiornamento dei dati.

Ancora una volta si assiste con sconcerto alla diffusione di informazioni, parziali e tendeziose, che alimentano l’immagine di una sanità di eccellenza in Basilicata, una vera e propria “certezza” per i lucani, di qualità superiore a quella di molte regioni anche non meridionali. I soliti pifferai magici continuano a svolgere egregiamente il proprio lavoro: ieri in commissione consiliare sanità, il neo direttore generale dell’ospedale rionerese e il responsabile dalla sua costituzione del Registro Tumori della Basilicata (RTB), Rocco Galasso, hanno illustrato le modalità attraverso le quali stanno aggiornando lo stesso registro. Si vorrebbe far passare il messaggio che l’attività del registro tumori lucano, oggi,  possa rappresentare una delle migliori d’Italia.

Peccato che quel reparto del Crob-Irccs di Rionero non sia ancora stato accreditato dalla associazione italiana che si occupa di registri tumori, la AIRTUM, associazione che garantisce la scientificità e attendibilità delle procedure seguite per la raccolta dei dati: è da molti anni che Galasso riferisce, sempre in commissione sanità, che ”a breve” l’accreditamento ci sarà. Peccato che per poter confrontare i dati lucani con quelli europei, il RTB utilizzi dati standardizzati che abbassano artificialmente il numero di casi ogni 100.000 abitanti. Peccato che, inoltre, manchino i dati relativi ai tumori alla tiroide in quanto le strutture fuori regione si rifiuterebbero di inviare i dati al CROB per ragioni di privacy dei pazienti. Non sfugge il dato vero che emerge: e cioè che l’incidenza delle patologie tumorali in Basilicata è in aumento.

Appare, allora, comprensibile lo scetticismo nei confronti del registro tumori della Basilicata. Uno scetticismo che viene dal passato: quando i numeri che venivano forniti erano assai diversi da quelli reali. La stampa ne ha dato ampio conto. E da Rionero giungevano in continuazione promesse che le lacune e le deficienze strutturali sarebbero state colmate al piu’ presto. Intanto, sono trascorsi oltre 5 anni da allora, l’accreditamento non è ancora arrivato e i dati sono ancora incompleti. Abbiamo putroppo solo una certezza: la Basilicata non è più quell’isola “felice” in materia di neoplasie. Anzi, sta rapidamente raggiungendo i livelli di tutte le altre regioni piu’ industrializzate italiane (dove oggi il trend dell’incidenza delle patologie tumorali è in calo) con punte preoccupanti nel Vulture Melfese, insieme a Potenza e Matera.

Gruppo Consiliare M5S Basilicata
Gianni Perrino
Gianni Leggieri

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