Elezione del nuovo difensore civico. Ancora una volta, Pittella, “per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano”?

Un’ombra di illegittimità grava sulla nomina del nuovo Difensore Civico della Basilicata: dopo mille rinvii, la maggioranza del Consiglio Regionale è riuscita a convergere sul nome di Antonia Fiordelisi. Ma come il M5S ha prontamente evidenziato all’inizio della seduta odierna l’elezione arriva “a tempo scaduto” in quanto il secondo comma dell’art. 14 della L.R. n. 5/2007 prevede che “è eletto il candidato che, nella votazione da effettuarsi entro il termine perentorio di quindici giorni dal termine ultimo per la presentazione delle candidature, ottiene i voti dei quattro quinti dei Consiglieri assegnati alla Regione”.

Questo significa che essendo il termine ultimo della presentazione delle candidature scaduto il 13 giugno 2014, il Consiglio regionale avrebbe dovuto votare in prima battuta entro il termine perentorio del 28 giugno 2014. Il 28 giugno è stato convocato il Consiglio Regionale che però non ha proceduto ad alcuna votazione essendo venuto meno il numero legale. E’ evidente che si è trattato di un gravissimo errore di valutazione da parte della maggioranza, che avrebbe dovuto già all’epoca indicare il proprio candidato, un errore di fronte al quale però non si possono chiudere gli occhi.

Quindi, responsabilmente, per evitare la nullità della nomina il M5S, ricordando che il termine perentorio è quel termine che prescrive il compimento di un atto entro e non oltre un determinato periodo di tempo superato il quale si perde la possibilità di compiere quel determinato atto,ha chiesto al Consiglio regionale di riflettere sul dettato normativo spingendo per l’indizione di un nuovo bando.

Dopo una lunga impasse durata qualche ora, il Consiglio però legittima l’elezione “tardiva” del Difensore Civico sulla base di una dubbia interpretazione del termine perentorio fornita dall’ufficio legislativo. Nonostante la nostra eccezione fosse sostenuta da altri Consiglieri, infatti, la maggioranza pittelliana e PD, sostenuta da Pace del Gruppo Misto, ha deciso di procedere in dispregio al dettato normativo ovviamente senza la partecipazione dei Portavoce del Movimento 5 Stelle.

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