Quell’appoggio inesistente a Pittella sulle “royalties” del petrolio. Il M5S rifiuta il “piatto di lenticchie”: dal petrolio solo povertà, gravi danni ambientali e alla salute.

In riferimento all’articolo a firma di Salvatore Santoro apparso oggi sul Quotidiano della Basilicata, al fine di fare corretta e completa informazione, è opportuno precisare qual è la posizione del M5S Basilicata sulle royalties del petrolio. Contrariamente a quanto maliziosamente riportato dal cronista, naturalmente non vi è stato alcun appoggio né salvataggio della maggioranza e di Pittella da parte del sottoscritto sull’emendamento, a firma di Benedetto ed altri, che intendeva far giungere ad altri comuni lucani una piccola parte del già misero “piatto di lenticchie” rappresentato dalle royalties sul petrolio.

L’interpretazione fornita dal cronista è smentita dai fatti, per altro impressi nella registrazione della seduta del consiglio regionale del 22 aprile. Basta rivederla (o leggere la documentazione agli atti del consiglio regionale) per apprendere che il M5S Basilicata, tramite il sottoscritto, ha presentato – già alcuni giorni prima dell’emendamento presentato, come al solito, all’ultimo momento dalla giunta Pittella – un proprio emendamento che chiedeva la cancellazione della proposta elettorale di Benedetto.

La posizione del M5S Basilicata sulle royalties del petrolio è, difatti, nota da tempo ed è scritta a chiare lettere nel programma elettorale regionale: il M5S è per il progressivo abbandono delle estrazioni petrolifere e per una graduale transizione verso un economia realmente “verde” che metta al primo posto ambiente e salute. Le “royalties” del petrolio sono solo un misero “piatto di lenticchie” che lascia ai lucani solo povertà, gravi danni ambientali e alla salute.

Pensare di voler ripartire le (magrissime) royalties petrolifere fra tutti i comuni lucani è per il M5S la solita trovata elettoralistica, che può essere apparsa buona solo a chi è candidato alle Europee, come Benedetto. Un’idea fuorviante e, per questo, completamente inidonea a ricercare una seria e radicale soluzione ai gravi problemi che le attività estrattive hanno provocato alla salute e al territorio lucano, senza apportare né sviluppo né occupazione. Dal (presunto) Texas d’Italia (come la Basilicata è stata impunemente definita da taluni politicanti e da cosiddetti “analisti”) emigrano più di tremila giovani ogni anno.

La Basilicata è invece regione più povera d’Italia: il 31,6% di chi ha dai 15 ai 34 anni non lavora, e più del 28% delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà. Numeri impietosi, inquietanti. La domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto i 168 milioni di euro che, nel 2013, sono entrati nelle casse della regione e dei comuni lucani, soprattutto della Val d’Agri, a titolo di royalties? Solo una piccola parte della ricchezza munta dal sottosuolo lucano dalle compagnie petrolifere e  davvero poca cosa rispetto alla “royalty camuffata”, quel 42% di tasse che lo Stato centrale riscuote dalle compagnie petrolifere (450 milioni di euro solo per il 2010).

Dalle royalties la Basilicata, negli ultimi 11 anni, ha “racimolato” oltre 669 milioni, che diventano 800 se si calcolano anche quelli incassati dai comuni. Soldi che, come ha denunciato la Corte dei Conti, sono stati completamente gettati al vento: le royalties vengano sistematicamente “bruciate” in spese correnti (ovvero nelle filiere clientelari). Risorse sprecate, che non sono state utilizzate per creare posti di lavoro (di qualità e stabili), incentivando, ad esempio, i settori della autentica “green economy”, favorendo la migrazione dai combustibili fossili ad una economia basata sull’energie rinnovabili (micro impianti domestici), investendo nella ristrutturazione e riqualificazione energetica ed antisismica del patrimonio edilizio, nella manutenzione e nella cura sistematica del territorio lucano, sul quale pende un costante rischio idrogeologico, nella tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale e ambientale lucano, nella ricerca scientifica e tecnologica.

Per tutti questi motivi, ben prima del volubile e ondivago Pittella, il M5S Basilicata ha rispedito al mittente (Benedetto) “il piatto di lenticchie” ed ha annunciato di voler elaborare e proporre un proprio progetto di legge (serio, ben articolato e strutturato) in materia di royalties e, soprattutto, di estrazioni petrolifere. Perché la Basilicata e i lucani meritano il massimo rispetto: la salute e la tutela ambientale non hanno prezzo!

Portavoce M5S di Basilicata

Giovanni Perrino

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