Statuto della Regione Basilicata: presentati altri 39 emendamenti al titolo IV V e VI

Il Movimento 5 Stelle Basilicata oggi ha presentato  altri 39 emendamenti al titolo IV V e VI del progetto di legge relativo allo Statuto della Regione Basilicata. Gli emendamenti cercano di introdurre nell’articolato statutario elementi di innovazione nell’architettura istituzionale della Regione, elementi che, potenziandone funzionalità e dinamismo, possano renderla più vicina, più trasparente e comprensibile ai cittadini.

Una più chiara definizione dei poteri, degli oneri e delle responsabilità del Presidente della Giunta e della Giunta stessa; una valorizzazione delle funzioni di indirizzo politico – ma anche di verifica e controllo – del Consiglio ed un contestuale rafforzamento del potere legislativo in capo allo stesso Consiglio;

la realizzazione concreta e tangibile dei principi di trasparenza, accesso e partecipazione agli atti di governo da parte dei cittadini; finalizzazione esclusiva al pubblico interesse dell’azione amministrativa; vera efficienza della pubblica amministrazione anche attraverso la prevalenza dei criteri meritocratici sull’appartenenza partitica o politica anche nella designazione di assessori, ma anche nelle nomine di amministratori e dirigenti della (sin troppo) ampia galassia degli enti e delle società subregionali, i cui bilanci sono riportati al vaglio ed allo scrutinio del Consiglio;

l’inserimento nel documento economico-finanziaria (DPEF) di contenuti e obiettivi di politica  sociale e ambientale quali indispensabili punti di riferimento degli  interventi  di  finanza  pubblica; la “perequazione territoriale e la regionalizzazione del patto di stabilità” finalizzate  “alla rimozione degli  squilibri  economici e sociali, di promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà e di favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, quali il diritto alla salute, all’istruzione ed a una vita dignitosa”.

Ecco gli obiettivi che, in estrema sintesi, gli emendamenti presentati  si propongono: solo affrancandosi costruttivamente dal dogma dell’austerità ad ogni costo, le istituzioni e organi regionali potranno essere in grado di concretizzare davvero e per tutti i cittadini lucani il “diritto di avere diritti” (S. Rodotà).

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