Concluso il sondaggio “Come giudichi i servizi e la qualità della vita a Policoro”

Si è concluso da qualche giorno il sondaggio che gli attivisti del Movimento 5 stelle di Policoro hanno promosso sui servizi e la qualità della vita così come sono percepiti dai cittadini del centro jonico. Dati alla mano, la fotografia che se ne ricava è di un desolante grigiore.

Nonostante Policoro rappresenti una delle realtà più “floride” dell’intera Regione Basilicata, il sondaggio registra la percezione da parte dei cittadini di una quasi totale assenza di servizi e di un’appena accettabile qualità della vita. Ma vediamo nel dettaglio ricordando che alle domande chiuse il cittadino era chiamato a rispondere con una delle seguenti cinque opzioni: “per niente”, “poco”, “abbastanza”, “discretamente” e “molto”: per quanto riguarda la mobilità, se si sommano i “per niente” con i “poco”, la maggioranza assoluta boccia totalmente quantità di parcheggi, viabilità e trasporto pubblico, con un picco negativo che sfiora il 70% quando la domanda è sulle piste ciclabili. Si rileva comunque una minoranza che fluttua tra il 20 e il 30 % che ritiene soddisfacienti tali servizi.

Se si passa alla raccolta differenziata, invece, il discorso è totalmente diverso. La carenza del servizio è avvertita infatti dalla quasi totalità degli intervistati. Stesso discorso vale per gli orti sociali e i luoghi di svago e i centri per i giovani, dove la percentuale degli scontenti supera abbondantemente l’80%. Il sondaggio poi, affronta anche altri temi, quali la qualità dell’aria, i luoghi di svago, le biblioteche, i centri per i giovani, l’integrazione razziale, i doposcuola, i centri di culto, i supermercati. Strano a dirsi, le uniche voci che sembrano soddisfare la maggior parte degli intervistati sono “i supermercati” e i “centri di culto”. Il sindaco Leone dovrebbe prendere atto di questo quadro disastroso della sua cittadina e di come la sua amministrazione sia stata assolutamente deficitaria sotto tutti i punti di vista.

Amministrare una città non vuol dire accontentare solo una parte di essa, ma gestirla come un corpo unico, dove qualsiasi intervento tenda ad avere una ricaduta positiva su tutta la comunità. E’ finito il tempo in cui la classe politica poteva permettersi di utilizzare l’arma del ricatto del lavoro per accaparrarsi i voti della povera gente. Ora lavoro non ce n’è per nessuno e le promesse reiteratamente disattese non hanno più effetto.

Quello che conta ora sono i fatti: e i fatti dimostrano che l’amministrazione Leone, come la maggior parte delle aministrazioni comunali gestite in combutta tra PDL e PD meno L, anche se alternativamente al governo o all’opposizione, riescono a gestire unicamente lo spopolamento dei nostri centri, per ridurre al minimo le voci del dissenso e permettere alle lobbies di potere di utilizzare indisturbati la nostra terra come pattumiera per rifiuti tossici e radioattivi o per lo sfruttamento selvaggio del sottosuolo che inquina falde acquifere e interi territori a vocazione agricola.

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In : Interviste

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