Editoria Nazionale Indipendente (ENI)

 

Un dubbio mi coglie, nell’assistere esterrefatto alla cocciutaggine con la quale il signor Papaleo Rocco, noto ecologista showman nazionale, con estrema disinvoltura si presenta sui palcoscenici estivi, in terra di Lucania, facendo incetta di targhe, premi e cotillon.

Sfidando la sorte sinora benigna egli schiva, noncurante, la realtà, facendosi scherno di aspre ed accese contestazioni che quotidianamente gli si pongono (del tipo “Sabato e Domenica fai un pieno nella Diga del Pertusillo”).
Non per essere foriero di cattivi presagi, ma immagino il giorno in cui, mentre si accinge a ritirare i riconoscimenti, gli si parerà innanzi qualche congiunto di chi ha subito un coccolone inalando l’aria salubre del Centro oli di Viggiano o, in alternativa, per essersi abbeverato con l’acqua cristallina del Pertusillo.

Credo che proprio quel giorno gli sarà difficile giustificarsi, nonostante l’abilità recitativa, cercando di discolparsi con chi vorrà cambiargli i connotati, adducendo l’alibi: “Caro paesano, sino ad ora ho promosso solo l’ Editoria Nazionale Indipendente…”
In quel preciso istante il lucano Rocco Antonio Papaleo percepirà che l’ENI certamente dilata il suo portafogli ma fa proprio male alla salute!

Con l’ approvazione del recente “Decreto sviluppo” concernente l’estrazione degli idrocarburi, sta montando la protesta inarrestabile (per ora pacifica) dei comuni cittadini italiani, di enti ed istituzioni che, già fortemente indispettiti per le continue vessazioni economiche che il Governo Monti sta adottando, accanendosi con i più inermi, si troveranno in un futuro prossimo ad affrontare tematiche ambientali e di grave pregiudizio per la salute, con la devastazione in terra e in mare che la libera trivellazione per la produzione degli idrocarburi apporterà.

Fa riflettere, anche in questi giorni, la pubblicità dell’ENI (oltre che sulle emittenti televisive e giornalistiche ubiquitaria da tempo oramai) che imperversa anche sulla testata de “Il fatto Quotidiano” (“l’unico quotidiano italiano indipendente”…?). Avrà il giornale la forza, la serenità, l’autonomia di giudizio, la libertà di affrontare tematiche spinose in questo autunno che si preannuncia rovente dopo aver incassato il danaro delle multinazionali del petrolio? Continuerà il dottor Travaglio a conservare il suo spirito goliardico quando si troverà a cimentarsi con simili tematiche?

Esilarante, ma allo stesso tempo sconvolgente la scoperta, in occasione di una mia recente visita ad Assisi, del “brontolio” che si percepiva provenire proprio dalla tomba del Sacro Convento in cui è custodito il Patrono d’Italia. E’ plausibile che la causa di cotanta irrequietezza sia da attribuire ad una difformità di vedute tra il Santo Patrono dell’Ecologia ed i suoi confratelli, che hanno venduto la copertina del mensile “San Francesco” alla multinazionale ENI.

Per terminare vorrei potermi spiegare le ragioni della scomparsa della traccia, nei database dei “Syria Files” in possesso del settimanale l’Espresso, su cui sono ricostruiti gli affari di praticamente tutte le aziende italiane, con due grandi eccezioni: ENI e Area (azienda in provincia di Varese che aveva stipulato un contratto milionario con “Syria Telecom” – vedere il regime sanguinario del dittatore Assad – per la fornitura di tecnologie per le intercettazioni e poter spiare e censurare qualunque forma di opposizione) (fonte l’ Espresso n. 34 pag.17)

Gian Paolo Farina
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