Idrocarburi nelle acque e nei sedimenti del Pertusillo

Pubblichiamo una mail inviataci da Giuseppe Di Bello. La questione sollevata è importantissima per la valutazione delle condizioni ambientali e quindi per la tutela della salute dei cittadini lucani. Ci auguriamo che le autorità competenti entrino nel merito della questione e non si inerpichino lungo esercizi dialettici volti a stigmatizzare come allarmistici i contenuti che seguono…
Dopo la moria di pesci nell’invaso del Pertusillo (Basilicata) del maggio 2011, le successive polemiche e l’analisi di un campione “di saggio” delle acque dell’invaso del 20 maggio 2011, risultate inquinate dal punto di vista microbiologico e chimico (alleg. 1), l’EHPA (Associazione per la Tutela della Salute e dell’Ambiente di Basilicata) in collaborazione con l’OIPA (Guardie Eco-Zoofile di Potenza) ha realizzato anche l’analisi di un campione “di saggio” dei sedimenti del Pertusillo, mirata a valutare le concentrazioni di metalli e di idrocarburi, per meglio definire il grado di contaminazione del lago del Pertusillo.
L’analisi dei sedimenti, realizzata su un campione prelevato in area diversa da quello esaminato per le acque e distante dal Centro Olii di Viggiano, ha confermato le anomalie sugli inquinanti presenti nell’invaso, documentando concentrazioni superiori ai valori soglia per alcuni metalli ma soprattutto per gli idrocarburi totali. Come si prevedeva, le concentrazioni misurate nei sedimenti si sono rivelate di gran lunga superiori a quelle misurate precedentemente nelle acque della diga (destinate ad uso umano previa potabilizzazione), così documentando condizioni del fondo del lago ancor più critiche e sfavorevoli alla vita di pesci come le carpe (Ciprinidi), che prevalentemente vivono sul fondo e cercano cibo nei sedimenti. Non a caso durante il prelievo del campione è stato notato che le carpe si trovavano in superficie, a pelo d’acqua.

L’analisi è stata effettuata su un campione di sedimenti prelevato il 2 luglio 2011 con una benna all’interfaccia acqua-sedimento presso lo sbarramento della diga, a cura della prof.ssa Albina Colella e del Tenente di Polizia Giuseppe di Bello (EHPA), e della Guardia Ecozoofila dell’OIPA Roberto Tedesco e del volontario Giovanni Boezio. Il campione, conservato secondo norma, è stato trasportato ed analizzato in un laboratorio fuori regione.

RISULTATI: di seguito sono elencate le concentrazioni più significative di alcuni metalli e di idrocarburi misurate dall’EHPA nei sedimenti del Pertusillo il 2.07.11 (espresse in milligrammi/chilo – mg/kg), che sono state confrontate a lato con i corrispondenti valori misurati nelle acque del Pertusillo dall’EHPA il 20.05.11 (espressi in milligrammi/litro – mg/l). Per questi ultimi sono riportati in parentesi anche le concentrazioni soglia relative rispettivamente alle acque potabili (D. Lgs. 31/2001) e alle acque di classe “A2” (D. Lgs. 152/2006), in cui l’ARPAB classifica quelle del Pertusillo.

Per gli inquinanti nei sedimenti dei laghi non esistono attualmente limiti di legge. Ciononostante, per una certa similitudine di comportamento con i suoli, le concentrazioni degli inquinanti sopra elencati, ed in particolare degli idrocarburi, sono state confrontate con i valori soglia accettabili nel suolo e nel sottosuolo, previsti dal D.Lgs. 152/2006 in relazione alla destinazione d’uso a verde pubblico, privato e residenziale.

Le concentrazioni degli inquinanti misurati nei sedimenti del Pertusillo sono stati confrontati anche con i valori soglia previsti dal D.Lgs. 152/2006 per gli scarichi idrici in acque superficiali e gli scarichi idrici in rete fognaria. I valori delle analisi EHPA sono risultati di gran lunga superiori ai valori soglia dei tre riferimenti legislativi adottati per confronto.

Le analisi dei sedimenti del Pertusillo hanno documentato condizioni molto critiche del fondo, come avevamo previsto. Sono dunque evidenti e ormai ben documentate le gravi problematiche ambientali del lago del Pertusillo, dovute a periodiche fioriture di alghe rosse, a moria di pesci, a forte inquinamento microbiologico, ad elevate concentrazioni di alcuni metalli e soprattutto a idrocarburi. Questi ultimi sembrano ormai essere pervasivi dell’ambiente in Val d’Agri, essendo presenti in alte concentrazioni non solo nelle acque e nei sedimenti dell’invaso del Pertusillo, ma anche nelle acque sotterranee nei pressi del Centro Olii ENI di Viggiano (come da recente comunicazione della stessa ARPAB), e nell’aria a causa delle emissioni di idrogeno solforato dallo stesso Centro, che si dice abbia causato l’intossicazioni di 21 operai della Elbe Sud Italia.In pratica, c’è il fondato timore che gli idrocarburi siano entrati ormai nella catena alimentare, come lascerebbe pensare la loro presenza nel miele prodotto in Val d’Agri, documentata da una pubblicazione scientifica internazionale.

È noto che l’immissione di idrocarburi nei laghi o invasi può derivare da una pluralità di fonti: gli oli lubrificanti usati e non correttamente riconsegnati agli enti competenti per un loro corretto recupero; le acque reflue piovane, che puliscono le strade dai sedimenti oleosi depositati sull’asfalto; rilasci di idrocarburi dalle attività di estrazione petrolifera; ed infine cause naturali, come la fuoriuscita di idrocarburi dal sottosuolo insieme ad acqua di sorgente, come avviene a Tramutola, e la sua immissione attraverso il F. nel lago del Pertusillo.

E’ noto che gli idrocarburi producono effetti nocivi sull’ambiente e sull’uomo. Oltre alla cancerogenità deglì IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), gli idrocarburi formano nei corpi idrici una sottile pellicola superficiale che impedisce gli scambi gassosi provocando condizioni di impoverimento di ossigeno; limitano la penetrazione della luce con ripercussioni sull’attività fotosintetica di alghe e di altre sostanza vegetali, provocando quindi una diminuzione della produzione primaria; aderiscono agli organismi che vivono o interagiscono all’ interfaccia aria/acqua impedendone le normali funzioni vitali. Gli idrocarburi che sedimentano sul fondo sono quelli più dannosi per l’ecosistema, come è stato dimostrato in ambiente marino, dove possono interferire con la vita sia degli organismi superiori che dei microrganismi.

E’ del tutto evidente il degrado del lago del Pertusillo impone immediate norme di tutela ed interventi di bonifica non piu’ rimandabili, a tutela della salute dell’ambiente e della popolazione Devono essere indagate ed individuate anche provenienza e responsabilita’ per le sostanze tossiche rilevate nel lago del Pertusillo, che di norma sono estranee agli ecosistemi lacustri. Né convince l’ipotesi suggerita dal laboratorio SCA nel suo rapporto di analisi che le alte concentrazioni di Alluminio e di Ferro nelle acque (e nei sedimenti) del Pertusillo possano essere dovute alla composizione dei terreni del substrato. Se così fosse, tali alti valori si dovrebbero riscontrare anche nelle analisi dell’ARPAB, perché si tratta di una caratteristica generale del lago, ed invece i valori delle analisi dell’ARPAB riferite al Ferro sono sempre molto bassi …. (mancano i valori dell’alluminio).

L’EHPA intende ribadire che le analisi effettuate sono una istantanea rappresentazione solo del punto monitorato e che essa non intende sostituirsi al ruolo istituzionale dell’ARPAB. Ciononostante, l’EHPA ritiene che non si possa ignorare l’inquinamento riscontrato ed auspica che ciò rappresenti un ulteriore stimolo a prendere provvedimenti per capire le cause dei problemi e le possibili soluzioni.

Questa situazione, infatti, non solo non è favorevole allo sviluppo delle forme di vita del lago, ma non permette di garantire in modo sicuro e costante la pulizia e la salubrita’ delle acque erogate alle popolazioni, come disposto dal Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D. Lgs. 27/2002, che all’art. 4 afferma: “1. Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite. 2. Al fine di cui al comma 1, le acque destinate al consumo umano: a) non devono contenere microrganismi e parassiti, ne’ altre sostanze, in quantita’ o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana”.

Va precisato che queste acque vengono usate per l’agricoltura e per il consumo umano diretto: per quest’ultimo vengono potabilizzate ma, mentre la potabilizzazione riduce o addirittura azzera l’inquinamento microbiologico, resta preoccupante la situazione dei metalli e degli idrocarburi presenti, perché non sono facilmente eliminabili con i trattamenti ordinariamente possibili presso gli impianti di potabilizzazione in uso.

Condividi:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked (required)

Amministrazione Trasparente
Iscriviti alla Newsletter

Calendario
Archivi