L’assalto alla Basilicata continua

 
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Sono passati 3 mesi e mezzo dalla Conferenza su Petrolio e Ambiente (COPAM) organizzata dalla Regione Basilicata e dalle compagnie petrolifere per tranquillizzare la popolazione e sostenere, negando o ignorando moltissime evidenze, che “è tutto a posto”.

Noi del M5S eravamo presenti alla conferenza di Matera, c’eravamo con una serie di obiezioni sull’attuale gestione delle estrazioni e con la richiesta di pronunciamento del Consiglio Comunale per:
1) contrarietà a qualsiasi ricerca, prospezione e coltivazione mineraria liquida e gassosa nel proprio territorio comunale;
2) richiesta di una immediata moratoria generale in Basilicata di tutte le future istanze delle compagnie petrolifere.
Quale occasione migliore che consegnare queste istanze direttamente nelle mani del sindaco Salvatore Adduce?
Lo abbiamo fatto e, chi ha visto il video di quella giornata, ricorderà anche la sua risposta (a partire dal minuto 1:24 del video): “Non me ne fotte niente della moratoria….” e, a seguire, “Potete invece chiedermi un incontro su questo argomento, e ragionare bene, bene, bene… non in mezzo alla strada”.
Un incontro sull’argomento lo abbiamo infatti chiesto al sindaco Adduce e all’assessore all’ambiente Falcone nello stesso mese di marzo, presentando al protocollo un documento contenente la richiesta e i punti che avremmo voluto trattare nell’incontro. Era marzo… non ci hanno degnato di risposta!
Lo stesso sindaco di Matera, Salvatore Adduce, che qualche settimana fa ha deciso di vietare la presenza di un circo nella sua città perché “Matera ci tiene alla pace, ai diritti umani e ai diritti degli animali”…. E i diritti e la preoccupazione per la salute dei cittadini?

A questo proposito invito ogni cittadino lucano attivo a cliccare M5S Matera moratoria estrazioni.doc per scaricare il testo della richiesta, sostituire il nome del proprio comune con quello di Matera e a consegnarla al proprio sindaco. Le estrazioni di petrolio e gas ci riguardano tutti.

Da marzo ad oggi i cittadini materani e lucani, quelli che non vogliono più chinare la testa, che non hanno gli occhi coperti dalle fette di prosciutto o dalla “Card carburante” con il buono benzina (un contentino/miseria a fronte della devastazione di una regione intera), hanno ampliato il raggio della protesta, dell’indignazione ma anche delle proposte concrete.
Sono state tante le iniziative, le proteste e le proposte, tante e facilmente rintracciabili sul web; mi viene solo da ricordarne alcune:
- il documento congiunto per una richiesta di moratoria delle attività petrolifere in Basilicata
- il raduno in val d’Agri a Viggiano

Il fatto è che la banda di politici che amministra la Regione, le due Province e quasi tutti i 131 Comuni, in perfetto accordo con i politici di finta opposizione, continuano ad esser sordi e a fare finta che sia tutto a posto.

I politici lucani pensano sempre di poterci trattare come vassalli: si prendono voti durante le elezioni e con quei voti si trasformano in Casta intoccabile ed infallibile. Potranno pure non ascoltarci, potranno pure ignorare, svilire o sbeffeggiare le sempre più frequenti richieste di partecipazione dal basso alle scelte politiche… potranno credere di restare una Casta il più a lungo possibile.
E’ una strada che credo porterà chi non vuole abbassare la testa a fare della Basilicata un’altra Val di Susa.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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