Tirocini, redditi ponte e laboratori: tutte le opportunità per i giovani lucani

La Regione Basilicata e la Provincia di Matera nell’ultimo anno hanno avviato diverse azioni per contrastare i fenomeni di disoccupazione “intellettuale” e migrazione.

Tante belle cose sulla carta.

Molti ricorderanno il bando per i 1000 tirocini formativi nelle P.A., ottimo spot elettorale per De Filippo, pubblicato nel febbraio 2010 e rimandato di mese in mese fino al definitivo annullamento.
Oppure il misterioso progetto “Angeli dell’accoglienza” (qui trovate il bando) segnalatoci sul forum del sito, dove l’obiettivo principale è “realizzare un network di competenze e di funzioni a livello provinciale di “Angeli dell’ospitalità” ovvero giovani dotati di competenze, sensibilità, esperienze e motivazione per creare, gestire servizi di accoglienza, intrattenimento, accompagnamento e animazione a favore degli ospiti che a diverso titolo frequenteranno la provincia di Matera”. Bene.

Per il progetto sono stati stanziati 166.268,65€ (tutta la documentazione è sul bando), ma per i partecipanti non c’è nessun rimborso. Per i ragazzi del progetto sono stati organizzati seminari, laboratori, riunioni ed eventi, che fino a qualche giorno fa erano consultabili sul sito http://angelidellospitalita.it/, misteriosamente reso privato. Il calendario delle attività può ancora essere visto qui grazie alla cache di Google.

Andiamo avanti, veniamo all’ultima imperdibile opportunità per i giovani. In questo caso parliamo del progetto “Reddito Ponte“. Come da bando, il progetto è “finalizzato a contrastare il crescente fenomeno della migrazione professionale, della disoccupazione “intellettuale” e a favorire la crescita delle competenze professionali rafforzando le condizioni di occupabilità delle persone diplomate e laureate in cerca di occupazione”. Cosa offre la Regione Basilicata a 680 giovani?

  1. Consulenza presso i Centri per l’Impiego
  2. Formazione presso le Agenzie delle Province di stampo linguistico, informatico e sulla conoscenza dell’UE
  3. Formazione presso organi accreditati di tipo settoriale e specialistico
  4. Un tirocinio presso le aziende individuate precedentemente tramite colloquio

Qui però i partecipati hanno un rimborso che si aggira intorno ai 600€ al mese.

Costo del progetto?

33.714.400,00€

Accipicchia! In pratica la Regione mi dà la possibilità di fare un colloquio in un Centro per l’Impiego che già potrei fare da me, delle ore di formazione presso le Agenzie di lavoro su materie che dovrebbero essere indispensabili per lavorare attualmente (base informatica e linguistica più conoscenze generali sull’UE) un altro tipo di formazione specifica e infine un tirocinio in un’azienda che viene pagata per tenermi lì a lavorare.
L’unica cosa certa è che per qualche mese 680 giovani hanno un’entrata fissa e sono occupati nel far qualcosa.

Intanto basta dare un’occhiata ai bandi pubblici dell’APT Basilicata, con scadenza febbraio 2010 ancora in attesa di svolgimento, o ancora più indietro nel tempo, ai concorsi pubblici pubblicati dalla Regione Basilicata nel lontano Aprile 2009 e continuamente rimandati per diverse ragioni, tanto che il susseguirsi delle scuse e le motivazioni sono avvincenti quanto una telenovela. Per la cronaca, in entrambi gli esempi citati, i partecipanti al concorso dovevano pagare una tassa.

Se per la Regione Basilicata i giovani sono davvero importanti, perché non si creano delle vere possibilità di lavoro e delle concrete opportunità? E perché noi ci accontentiamo di un contentino, delle briciole che ci lasciano, quando potremmo avere bene altro?

Spazio libero ai commenti.

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